Juventus e Inter a braccetto fino alla fine, Napoli fuori da tutto, Milan desolante, la sorpresa è il ritorno a certi livelli di Roma e Lazio. Di questo e dei temi più caldi del campionato - stimolati dalle domande dei lettori di 100° Minuto - abbiamo parlato con Mario Sconcerti.

Sconcerti, siamo arrivati a novembre, qual è la novità di queste ultime partite?
"Un Lukaku che pesa tantissimo sui destini dell’Inter. Segna ed è il primo a ricominciare l’azione. E’ fondamentale".

In questo momento sta meglio l’Inter che ha Lukaku titolare o la Juventus che può contare su Higuain riserva?
"Sono abbastanza simili, io per abitudine e affetto preferisco Higuain, ma ripeto: Lukaku è la vera sorpresa".

Conte ha ragione quando dice che ha pochi giocatori a disposizione ed è costretto a far giocare sempre i soliti?
"Da un punto di vista strettamente tecnico ha certamente ragione, perché la panchina dell’Inter non vale assolutamente quella della Juventus dove Ramsey e Rabiot devono ancora cominciare a giocare e dove su uno come Douglas Costa non sai mai quanto puoi contare".

Secondo te l’Inter terrà questo passo fino alla fine?
"Sì, credo di sì, questa Inter andrà fino in fondo. Gli manca un po’ di varierà lì davanti, ma non è che la Juventus sia messa meglio. La Juve vince soffrendo, spesso segnando un solo gol in più degli avversari, non è così spensierata e ricca di soluzioni come avevamo pensato dovesse accadere".

L’Atalanta una settimana fa sognava, ora si è fermata.
"Da un paio di partite non è più la squadra di Gasperini, non mi era piaciuta nemmeno a Napoli, anche se alla fine un punto l’aveva portato via. Credo che in questo momento a Gasperini manchino i gol di Zapata, sono gol regolari che tu ti aspetti sempre".

Stupisce ancora il Cagliari.
"E’ una squadra solida, difficile da affrontare, insomma, un gran brutto avversario per tutti ma - attenzione - no certo eccezionale. Davanti hanno Joao Pedro e Simeone, non dimentichiamolo. Con il ritorno di Pavoletti Maran avrà una soluzione in più". Roma e Lazio stanno tornando.
"Sì, è il momento di Roma. Sono due squadre che vanno a braccetto, con un solo punto di differenza. Eppure sono diverse in tutto. Mi piace la Roma di Fonseca, che ho già paragonato al Vicenza di Guidolin, per la nuvola di giocatori a centrocampo. A proposito: credo sia un reparto straordinario. Fonseca ha trovato un assetto vincente, con Mancini fatto salire a centrocampo, Veretout a fare il pendolo su e giù per il campo, Pastore più libero e uno Zaniolo con sempre più personalità. Il gol che ha segnato al Napoli mi ricorda certi gol di Antognoni. Ora sono curioso di vedere, quando torneranno i titolari, che equilibrio troverà Fonseca".

E la Lazio ti piace?
"Molto, credo che nei primi 12-13 giocatori sia all’altezza di Juventus e Inter. E’ una squadra più organizzata della Roma, ma secondo me dovrebbe avere dei rimpianti".

Cioè? Spiegati.
"Simone Inzaghi è stato l’inventore di questa squadra ma anche il suo limite. Direi che si è accontebtaro, guarda, mi esprimo in modo popolare: non ha avuto le palle per provare qualcosa di più".

Il Napoli è già fuori dalla lotta scudetto?
"Sì, come pensa di recuperare 11 punti alla Juventus e 10 all’Inter? Senza contare che in mezzo ci sono altre squadre. Il Napoli ha già compromesso tutto e ora l’unico obiettivo è quello di entrare in Champions. Mi sembra una squadra esaurita, che pensava che fosse facile vincere le partite, pensava che bastassero venti minuti di qualità, ma non è così".

Povero Milan, e povero Pioli.
"Sono d’accordo, questo Milan è poca cosa. Pioli dice che punta alla Champions? Fa bene, perché se a questi giocatori dici che devono lottare per la salvezza diventa un guaio".

Ma secondo te il Milan rischia la B?
"No, non la rischia minimamente, la squadra è migliore di questa classifica. Non molto, ma è migliore. Il problema del Milan, comunque, non è che ha Krunic al posto di Gullit, ma che ha un deficit di 160 milioni. Ogni volta che Gazidis apre la porta perde mezzo milione: questo è il dramma del Milan".