La Juve cade a Napoli, Inter e Lazio non ne approfittano. Il mercato corre in soccorso di Conte (che però continua a lamentarsi), il Napoli si è rialzato, dove può arrivare questo Milan? Di questo e di molto altro - stimolati dalle domande dei lettori di 100° Minuto - ne abbiamo discusso con Mario Sconcerti.

Sconcerti, è stato il week end della «Grande Frenata» in testa alla classifica. Chi ne è uscito peggio?
"Ne esce peggio la Juve. Inter e Lazio hanno perso un’occasione, ma hanno guadagnato un punto in classifica, senza dimenticare che la Lazio ha due partite fondamentali in cui si gioca molto. Quella col Verona e lo scontro diretto con la Juve. Se le vince entrambe raggiunge la Juve. Per la prima volta Inzaghi ha in mano il suo destino. La piccola novità, dopo questo week end, è questa potenzialità della Lazio di riprendere la Juventus".

Che Juventus hai visto a Napoli?
"Ho visto una squadra sbagliata, fin dall’inizio. Il tridente non ha funzionato, perché è stato bene «abbracciato» dallo schieramento del Napoli, sceso in campo con 4 difensori e 5 centrocampisti. Per trovare spazio tra le linee, Dybala si è spostato a metà campo, ma si è trovato 9 giocatori davanti. La Juve di Napoli mi ha ricordato quella di firenze, che ha qualità ma non la sa esprimere".

Sembra che la squadra di Sarri abbia perso i giri giusti.
"Il Pjanic di oggi è un giocatore lento, ma in verità lo è da tempo: sono almeno 50 giorni che non sta giocando bene. Credo che Sarri abbia rinunciato al suo slogan: voglio che Pjanic tocchi almeno 150 palloni a partita. Abbiamo visto che non è possibile. Il regista ideale di Sarri sarebbe Bentancur, ma anche lui ha sempre subito la pressione nervosa del Napoli".

L’Inter continua a pareggiare. Sono tre di fila, cinque nelle ultime sette giornate.
«Ha rallentato vistosamente, ma sembra che non se ne possa parlare. Agli interisti va bene quello che fa Conte, ma noi giornalisti aspettiamo che Conte spieghi e ci dica perché la squadra ha perso brillantezza e prende sempre gol alla fine delle partite".

Conte batte il tasto delle poche rotazioni. Lo fa dall’inizio dell’anno.
"Ed è un po’ stucchevole. Un Conte così nervoso non lo conoscevo".

Cosa darà in più il mercato con l’arrivo di Young, Moses, Eriksen e una punta?
"Credo che per l’Inter cambierà molto. Sarà un mercato che aggiungerà sicuramente qualcosa e tutta la squadra ne trarrà beneficio".

Sul Napoli avevi ragione: la valanga si fermerà da sola avevi detto una settimana fa prima delle vittorie contro la Lazio in Coppa Italia e la Juventus in campionato.
"Certo, è andata così, ma le grandi partite sono le più facili da preparare: ora bisogna vedere cosa succede con le piccole squadre".

Il Milan con tre vittorie di fila si è rimesso in corsa.
"Aspetta, è cresciuto, certo, ma ha vinto contro squadre contro cui vinceva anche prima, Brescia, Cagliari, Udinese. La partita col Verona e il derby diranno molto sulle nuove ambizioni della squadra di Pioli".

A proposito, come giudichi il Verona?
"Mi ha impressionato, non me l’aspettavo così solido. Juric è bravissimo e a differenza di tanti suoi colleghi sa giocare in tanti modi. Bravo anche D’Aversa col Parma, ma lui gioca in un solo modo; e bravo anche Maran, certo, ma il Cagliari ha decisamente più qualità di queste due squadre".

Chiudiamo con la Roma. Si ha sempre l’impressione che manchi poco per fare di più.
"Nel derby la Roma ha cancellato la Lazio, giocando davvero molto bene. Ma è una squadra che non ha tiratori. Dzeko è retrocesso e fa il regista offensivo, con la Lazio ci sono stati 22 tiri in porta, ma solo 3 nello specchio. Per salire di livello le servirebbe una seconda punta da 12-15 gol potenziali, ce l’aveva in realtà, ed era El Shaarawy".