Il campionato è entrato in una giostra di partite, ma c'è una sola legge. Quella della Juventus. Stimolati dalle domande dei nostri lettori ne abbiamo parlato con Mario Sconcerti.
 
Sconcerti, tutto troppo facile per la Juventus. Le basta viaggiare con la terza marcia per vincere le partite.
«Questa Juve sta andando al 60%. E le è sufficiente per essere lì in testa e aver scavato un divario larghissimo con le altre. Anzi, non le altre, perché c’è solo il Napoli a rincorrerla. Il Napoli è l’unica squadra che le ha tenuto testa, ma ha perso comunque nettamente lo scontro diretto. Forse l’unica vera consolazione per le altre squadre è sapere che la Juve è la più forte non solo in Italia ma anche in Europa».

Il Napoli ha faticato molto con la Spal. E non è la prima volta.
«Meret è stato molto bravo, ha fatto un paio di parate decisive. Ma il Napoli non è stato dominato. E la Spal è un brutto avversario per chiunque, è messa molto bene in campo ed è difficile giocarle contro. Il Napoli il suo gol l’ha fatto, la vittoria l’aveva già blindata».

Un lettore chiede se c’è poi tutta questa differenza tra Inter e Lazio.
«Ancora sì, la differenza c’è. Sono due squadre molto diverse, ma l’Inter ha qualcosa in più. La Lazio nei giorni buoni ha un gioco molto semplice ma distinguibile, l’Inter ha giocatori più adatti a vincere le partite. L’abbiamo già detto tante volte: l’Inter può vincere di default almeno una ventina di partite, le vince anche solo giocandole. Ha più giocatori - da Perisic a Keita, da Icardi a Lautaro - adatti a vincere da soli le partite. Alla Lazio se togli Immobile e un po’ di Correa le hai tolto la sua diversità».

C’è Spalletti sotto accusa.
«Il vero problema è questo: Spalletti deve dare di più. Dopo più di cinquanta partite sulla panchina dell’Inter la sua differenza non si è ancora vista. E’ lontanissimo non solo dalla Juventus, ma anche dal Napoli. Ed è andato fuori subito dalla Champions. Spalletti ha sessant’anni, non ne ha quaranta: il suo valore aggiunto non c’è». La Fiorentina sembrava condannata ad un campionato anonimo invece lotta per l’Europa.
«E ha vinto a Milano eppure la gente non è contenta. Ho fatto un giro sui social per godere un po’, ma leggevo commenti di fiorentini arrabbiati per la prestazione non esaltante, per i passaggi sbagliati. Ma come si può? Sono abbastanza vecchio per ricordarmi che nella mia vita la Fiorentina ha vinto a San Siro col Milan davvero poche volte. La verità è che deve cambiare Firenze. Non capisco perché non si possa essere felici per una vittoria così».

Piatek continua a segnare. Chi ti ricorda?
«Boninsegna, per la facilità di tiro e per come vede la porta. Questo ragazzo assomiglia a qualcosa di eccezionale, ha solo 24 anni e può migliorare ancora. Vedremo se il mercato saprà dargli fiducia, ma non il mercato di gennaio, quello vero. Di certo ha prestazioni da grande giocatore».

Cosa salvi della Roma?
«La Roma ha ancora basi da grande squadra, ma è messa in campo costantemente in campo molto strano. Si ferma Dzeko e ricorri ai fantasisti, ci sono troppi equivoci a centrocampo. Questa diffidenza continua di Di Francesco nei confronti della squadra poi si ripercuote anche nelle prestazioni. E credo sia reciproca…Mi hai chiesto cosa salvo. Ebbene, salvo Zaniolo. E’ fortissimo. Come tutti quelli bravi può fare tante cose, ma io vedo in lui una grande mezzala sinistra».