Si è chiuso un campionato dominato dalla Juventus. L'Atalanta in Champions, la solita pazza Inter, la retrocessione dell'Empoli, il flop Dybala, i dubbi su Gattuso, il futuro di Gasperini, la giostra di panchine che coinvolgerà i Campioni d'Italia, l'Inter, il Milan e la Roma. Di questo e di molto altro - stimolati dalle domande dei lettori di 100° minuto - abbiamo parlato con Mario Sconcerti.
 
Sconcerti, direi che l’Atalanta che va in Champions ridà giustizia ad una certa idea di calcio.
«Per il tipo di impresa, paragono la Champions dell’Atalanta alla straordinaria cavalcata che ha portato al titolo il Leicester. E in qualche modo mi fa pensare - anche se era un altro calcio - al Verona che nel 1985 vinse lo scudetto. L’Atalanta è un’anomalia che capita ogni cinquant’anni. E’ un’impresa che parte da lontano. Ed è una squadra ben costruita e molto ben allenata»..

Ma Gasperini potrebbe andare alla Roma.
«E’ un maestro, Gasperini potrebbe allenare ovunque. Ho un solo dubbio: dal punto di vista esistenziale non so come sarebbe per lui vivere a Roma. E’ difficile pensare a due modi opposti di vivere il calcio come Bergamo e Roma. Questo è l’unico lato meno chiaro della vicenda, perché a sessant’anni è difficile cambiare le nostre abitudini».

L’Inter dopo Conte ha bisogno di rifondare la squadra?
«C’è bisogno di tre-quattro giocatori nel gruppo dei 14 che solitamente si danno il turno. E poi se dai via Icardi e Perisic ti mancano i gol. Per essere competitivo devi trovare 30-35 gol da altri due attaccanti, non è così semplice. L’Inter ha ottimi giocatori, ma non ha grandi giocatori. Vecino giocherebbe titolare in 17-18 squadre di A, Brozovic, uguale, non in tutte. All’Inter mancano giocatori di personalità»

Gattuso ha fatto il massimo di quello che poteva fare?
«No, non ha fatto il massimo. Ha fatto abbastanza, ma non il massimo. Per due-tre volte nella stagione ha perso il bandolo della matassa. Noi abbiamo negli occhi la volata finale, ma contro avversari che non avevano più niente da chiedere»..

Il futuro è ancora suo?
«Dipende da tante cose, mi sembra che il Milan stia ripensando alle strategie. Punterà sui giovani? Non lo so. Resta da capire se può essere lui il grande maestro di una squadra di giovani. Glielo auguro, ma non sono convinto».

Paquetà ti è piaciuto?
«Paquetà è uno che per certi versi ha migliorato il Milan, ma non so se è davvero una grande mezzala: l’hanno visto in tanti in questi ultimi due-tre anni e alla fine nessun grande club d’Europa l’ha preso».

Che campionato è stato?
«Diciamo subito che questo è stato un pessimo campionato, se pensi che delle prime solo il Milan è cresciuto in punti, con un +4 rispetto all’anno scorso. La differenza di velocità con le squadre europee di vertice è impressionante. E preoccupante per il futuro. E’ stato il campionato peggiore perché è stato il più povero di qualità. Ci sono un sacco di squadre che non investono più. Non c’è più incentivo al mercato. La divisione tra le prime e le altre è enorme». Chi ha giocato il miglior calcio in serie A?
«Credo che la Juventus per lunghi tratti abbia giocato un gran calcio, almeno prima degli infortuni. L’Empoli di Andreazzoli ha sicuramente giocato un gran calcio, ne abbiamo avuto prova domenica sera a San Siro. La Sampdoria di Giampaolo ha peccato di continuità, ma ha giocato bene. E poi voglio sottolineare il lavoro di Mihajlovic a Bologna: in poco tempo ha fatto cose straordinarie».

Come giudichi il rendimento della stagione di Cristiano Ronaldo?
«E’ stata una buona stagione, a tratti ottima. Per parecchi mesi abbiamo visto la sua differenza. Ma se facciamo i conti, se andiamo a pesare quanto inciso, manca qualcosa di pesante. Ha segnato 16 gol su azione, uno meno di Milik, gli stessi di Pavoletti. E poi per tenere Cristiano a suo agio è stato sacrificato Dybala: ecco, l’argentino, da tuttocampista, è stata la grande delusione di quest’anno. Tornando a Ronaldo: se devo dirti la verità io mi aspettavo i 30 gol, con la stessa facilità che hanno avuto Cavani, Toni, Higuain».

Il miglior giocatore del campionato?
«Quello che ha pesato di più è stato Zapata»

Il miglior giovane?
«Due su tutti, Pellegrini, che mi piace moltissimo, e Barella».

La delusione
«Probabilmente Dzeko»

La squadra che ti ha sorpreso di più?
«La Spal. E Semplici è davvero molto bravo. Mi auguro vada all’Atalanta, se dovesse andare via Gasperini potrebbe essere proprio lui l’allenatore giusto».