La corsa Champions entra nel vivo. Atalanta davanti a tutte. Il Milan ha ancora un'anima? Le colpe di una società inesistente. I fischi al Napoli, la contestazione ad Ancelotti. E infine: teorici e pratici, più Allegri che qualcosa - però - deve capire. Di questo e di molto altro - stimolati dalle domande dei lettori di 100° Minuto - abbiamo parlato con Mario Sconcerti.

Sconcerti, dopo la vittoria contro l'Udinese è diventata l’Atalanta la favorita per il quarto posto Champions?
“L’Atalanta sta facendo qualcosa di straordinario. Aveva sempre avuto difficoltà. proprio per disabitudine, a giocare tre partite alla settimana e invece contro l’Udinese ha trovato la forza di vincere negli ultimi dieci minuti. E’ un segnale di forza. Ma non so se è la favorita. La Roma ha un buon calendario, e il Milan ce l’ha addirittura migliore, più facile. Ma bisogna capire se il Milan ha ancora qualcosa da dare”.

A sentire Gattuso e a vedere l’aria che tira sembrerebbe di no.
“Guarda, al Milan hanno fatto un capolavoro al contrario. Mi colpisce l’ovvietà di Salvini quando dice: vergogna. Ma vergogna di che? Gattuso avrà anche le sue piccole colpe, ma il problema è un altro. Il Milan non ha una proprietà che aiuti a superare i momenti difficili. Non ce l’ha da tre anni. Nessuno che parli, nessuno che spieghi. Sono tre anni che la società non si prende nessuna responsabilità”.

Ci sono Leonardo e Maldini.
“Ma parliamo di due manager a contratto. Il massimo che fanno è andare il lunedì a Milanello. Ci sono momenti in cui Agnelli, lo stesso Pallotta, Cairo, Percassi parlano e si prendono responsabilità. Al Milan negli ultimi tre anni non è mai successo”. E a Napoli intanto contestano tutto, da Ancelotti a De Laurentiis, passando per la maglia rilanciata a Callejon. Come la reputi questa contestazione?
“Quello della maglia che i tifosi hanno rilanciato a Callejon è un episodio triste, bisogna sempre capire in questi casi a che parte del tifo si riferisce. La contestazione ad Ancelotti invece è giustificata”.

Spiegaci perché.
“Hanno ragione, perché Ancelotti deve spiegare, faccia una serata, una riunione in un teatro e provi a parlare del progetto. Credo che Ancelotti stesso abbia esaurito il suo rapporto con Napoli. Il problema tecnico del Napoli comincia a Dimaro, quando Ancelotti decide di convertire Hamsik regista nel 4-3-3, giustificando la batteria di esterni a disposizione. Poi tutto è cambiato, Hamsik è andato in Cina, Ancelotti ha cambiato ruolo a Insigne ed è passato al 4-4-2 a cammino in corso. Ma al di là di questo Ancelotti deve dare spiegazioni”. 

E De Laurentiis?
“E’ amareggiato. Il Napoli negli ultimi anni è la squadra più costante d’Italia dopo la Juventus, va sempre in Europa; ma qualcosa con i tifosi si è rotto. Non c’è mai stato un vero rapporto tra i tifosi e Ancelotti, credo che oggi ci sia molta gente che diffida di lui. Ancelotti è stato un mezzo per non prendere giocatori, quando si è avuta certezza che il vero top-player era lui, allora a Napoli hanno capito come sarebbe andata a finire”.

Affrontiamo la questione Allegri-Adani, ma cercando di volare più alti. Teorici vs Pratici. Come la pensi?
“E’ una grande baggianata, una sciocchezza, una banalità senza fine. Cosa vuol dire essere teorici? Cosa significa essere pratici? Non scherziamo. Il teorico costruisce la sua teoria e la mette in pratica. Il più grande teorico del mondo, Albert Einstein, ha rovesciato l’universo con la sua fantasia e con la matematica. La verità è che questi battibecchi sono sempre frutto di stanchezze reciproche. Adani è stato bravo perché ha inventato un linguaggio, anche se non sempre è comprensibile. Forse è andato troppo sopra le righe. Allegri dimentica una cosa: se faccio il giornalista rappresento la gente che tifa che guarda la partita e che vuole sapere. E’ attraverso il giornalista che la gente fa una domanda di calcio. La verità è che tu devi rispondere e non incazzarti, perché hai un contratto da rispettare. Se ti incazzi passi per arrogante, anche se - a parziale scusante - va detto che la televisione facilita una certa arroganza, ti fa pensare di essere chi non sei”.