Piccole grandi rivoluzioni in serie A, mentre impazza il mercato. Il nodo del ruolo di Cristiano Ronaldo, le prime scelte di Maldini-Boban, Dzeko l’uomo giusto per Conte, Manolas e James Rodriguez che fanno crescere il Napoli. Con Mario Sconcerti - stimolati dalle domande dei nostri lettori - abbiamo parlato di questo e di molto altro.

Sconcerti, Sarri ha detto che Cristiano Ronaldo deve segnare di più.
«Non credo che Cristiano sia stato contento di questa dichiarazione. Se ci pensi è un modo per segnalarlo tra i problemi della Juventus. In ogni caso si sono incontrati e credo che Sarri gli avrà spiegato bene come intende utilizzarlo».

Appunto, come lo farà giocare?
«Non lo so, penso che partirà ancora da sinistra, non da centravanti puro. Negli ultimi anni si è ritagliato quella posizione lì, poi è chiaro che Cristiano può fare ciò che vuole. La verità è che nella Juventus il giocatore fondamentale è ancora lui».

Cosa ti ha colpito del primo Sarri juventino?
«La padronanza che ha avuto. Sembrava che allenasse la squadra da due anni. Non la deve scoprire, la conosce benissimo; negli ultimi anni è stato lui - col Npaoli - l’avversario più temibile per la Juve. Quando dice che Pjanic deve toccare 150 palloni a partita, sa di cosa parla, così come quando dice che Bernardeschi deve trovare un ruolo e rimanerci «dentro». Sarri ha parlato da allenatore che conosce molto bene il materiale su cui dovrà lavorare».

C’è una piccola rivoluzione al Milan: chi è più importante, cioè chi inciderà di più: Giampaolo o la coppia Boban-Maldini?
«Conta il cuoco. E quindi dico Giampaolo, è lui che può trasformare delle pietanze discrete in un buon piatto. Per quanto riguarda Boban-Maldini, dico che - almeno in Italia - è un’anomalia: non ho mai visto due campioni di così grande statura così operativi in una società. Certo, devono anche coprire una situazione difficile. Sono lì per quello».

Dzeko all’Inter è l’uomo giusto?
«Sì, dopo Ronaldo è il migliore. Anche quest’anno, quando non giocava bene Dzeko non c’era la Roma. E’ un giocatore importantissimo». Icardi se ne andrà.
«Guarda, non capisco Conte che lavora per cacciare Icardi. Parliamo di un grandissimo 9».

Ma ormai il rapporto è logorato da troppi equivoci e veleni.
«Sì, è vero, ma credo che chi compra Icardi oggi fa un affare straordinario».

Perché?
«Per due motivi, uno economico e l’altro tecnico. Icardi oggi vale il 50% in meno di un paio d’anni fa. Comprarlo è un affarone. E - ripeto - è un centravanti che garantisce sempre un bottino notevole. In questo momento, in Italia, è lui l’uomo mercato che può spostare gli equilibri. Con Dzeko sarebbe devastante, ma pensalo anche alla Juventus o al Napoli».

A proposito del Napoli: che squadra sta nascendo?
«Se prendono Manolas, allora hanno una delle coppie di centrali difensivi più forti del mondo. Manolas e Koulibaly hanno pochi eguali in giro».

Ti piace James Rodriguez.
«Sì, ma la garanzia vera è Ancelotti, che lo conosce bene. In un centrocampo con Fabian Ruiz, che è molto cresciuto, Zielinski e Allan, James può essere determinante. Per rispondere alla tua domanda di prima: il Napoli mi piace, è molto migliorato e credo migliorerà ancora. Mi aspetto molto da Milik, così come credo che De Laurentiis reinvestirà i soldi incassati dalle cessioni, magari di Diawara e Inglese».

Chiudiamo con il nome di un giovane italiano che aspetti di vedere in una grande squadra.
«A me piace molto Barella. Non fa ancora reparto da solo, ma è già determinante. Se davvero lo prende l’Inter, allora fa davvero un grande affare».