Dal carcere alla nazionale portoghese. È la storia del portoghese Rubén Semedo, 25enne dell’Olympiacos che nel 2018 era finito in guai seri. 

Il Corriere della Sera ripercorre la vicenda: il 12 febbraio del 2018 Semedo venne arrestato per sequestro di persona, minacce e rapina con l’utilizzo di armi da fuoco. All’epoca giocava nel Villarreal. Già nel 2017 era stato indagato dalla Guardia Civil per possesso illegale di arma da fuoco. Semedo e il cugino avevano sequestrato un uomo, lo avevano imbavagliato, picchiato e costretto a consegnare le chiavi della sua villa.  Ora Semedo gioca nell’Olympiacos e ha debuttato in Champions League. "Ho pianto molte volte, mai davanti agli altri. Certe volte me ne stavo sdraiato senza riuscire a dormire, pensavo soltanto ai miei figli e alla mia famiglia che soffriva. È un’esperienza che ti fa pensare a come spendi il tuo tempo", ha dichiarato in un'intervista ad A Bola.

Il c.t. del Portogallo, nel convocarlo, ha detto: "Anche se una persona commette un errore, ha il diritto di tornare a vivere. Ha dimostrato di saper reagire, lo abbiamo seguito. È stato chiamato per quello che può dare alla squadra ma anche perché socialmente è una cosa molto importante".