C'è chi lo paragona ad Andrés Iniesta, chi lo ha sempre voluto in Nazionale come Roberto Mancini e chi giura che "vede il calcio prima degli altri" come Antonio Conte. Lui rimane coi piedi per terra, sempre. Stefano Sensi non abbandona la sua umiltà, il suo talento espresso col sorriso, senza esagerare. Due gol in due partite a San Siro? Decisivo a Cagliari? "Avanti ancora così, senza fermarsi", il mantra di un ragazzo di 24 anni che risponde pure a chi dice che poteva essere troppo basso... incantando e segnando, persino di testa. Wow.

TRA INTER E MILAN - Chi lo ha portato all'Inter è stato Beppe Marotta con Piero Ausilio, ma a sorpresa anche grazie Lele Oriali che lo conosce bene dalla Nazionale. Mancini ne è sempre stato un estimatore, Oriali lo ha studiato e consigliato ad Antonio Conte per qualità, talento, tempi di apprendimento rapidi. Detto, fatto. A chiudere l'operazione lampo è stato proprio Marotta grazie agli ottimi rapporti col Sassuolo, Ausilio ha sempre seguito Sensi da vicino dai tempi del Cesena, gli indizi diventano prove: plusvalenze con altri giovani nell'affare e Sensi preso in 48 ore grazie a un prestito con diritto di riscatto, abbassando pure la richiesta iniziale da 35 milioni con sconto ulteriore. Il contatto con l'agente Giuseppe Riso per chiudere il quinquennale coi nerazzurri e un altro gioiello in quest'Inter che se lo gode. Ma cos'è successo davvero col Milan? Sì, i rossoneri lo hanno seguito a lungo e per diverse settimane lo hanno avuto praticamente in pugno. Maldini però ha proposto un prestito biennale senza garanzie sul riscatto, formula che non ha mai convinto il Sassuolo, tempi rallentati e così ha saputo inserirsi l'Inter. Sensi ha dato il via libera, i rossoneri hanno poi virato su Bennacer, il resto è storia. Stefano si gode San Siro, con la sensazione che sia solo l'inizio.

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