Il Liverpool in questo momento, e non solo da questo momento, è la squadra più forte d'Europa. Oggi ha dato un'altra dimostrazione della sua grandezza schiantando il Manchester City con tre gol e una partita fantastica. Ha giocato e segnato in tutti i modi, in contropiede e col palleggio, con forza e tecnica, cambiando, secondo le necessità, lo stile di gioco e raggiungendo sempre il punto più alto. Non c'è stato uno dei Reds che abbia meritato meno di una sufficienza piena in pagella. Questo per poco meno di 80 minuti, mentre nel finale è esploso il City e in quei minuti i Reds hanno saputo soffrire. Ora sono a + 9 sui campioni uscenti, a +8 su Leicester e Chelsea che si dividono il 2° posto in Premier. Se non è decisiva una vittoria così, poco ci manca. Ed è una vittoria che porta anche a un record del massimo campionato inglese: solo 5 squadre, prima di quella di Klopp, erano riuscite a vincere 11 partite nelle prime 12 giornate. Che sia stato un Liverpool fantastico lo ha fatto capire la prestazione del Manchester City che fino allo 0-3 ha risposto di continuo, colpo su colpo, andando vicino più volte al gol, senza trovarlo anche per la maledizione che colpisce Agüero ad Anfield Road: in questo stadio non ha mai segnato. Poi, segnato il 3-1, si è scatenato in attacco. Ma soprattutto il City può e deve prendersela anche con l'arbitro Oliver e il suo collega al Var come racconteremo qui sotto.

VAR ALL'INGLESE - Palla del City, gol del Liverpool, ma nel primo fantastico quarto d'ora i protagonisti sono stati gli arbitri, quello di campo, Oliver, vecchia conoscenza di Buffon e della Juve (sì, lui, quello del bidone della spazzatura al posto del cuore...) e il suo collega al Var. E' successo questo dopo appena 6', quando il ritmo era già alle stelle: attacco del Manchester City con Bernardo Silva, cross corto in area, Alexander-Arnold ha toccato la palla prima col braccio larghissimo e poi con la coscia. Tutti quelli del City, Guardiola compreso, hanno urlato per chiedere il rigore, ma Oliver non ha visto, oppure ha visto e ha detto che non era rigore. Il Liverpool ha ribaltato l'azione, è partito come una scheggia a sinistra, la conclusione di Mané è stata ricacciata dall'area da Gundogan, ma nessuno marcava Fabinho quando ha scaraventato la palla a due centimetri dal palo. I citizens rabbiosi hanno circondato Oliver che ha chiesto lumi al Var: non concedere quel rigore è stato un errore che in Italia avrebbe scatenato il finimondo, ma lo scatenerà anche in Inghilterra: Guardiola è latino, per niente british e a fine partita ne dirà quattro a Oliver e ai suoi colleghi diventando, a distanza di anni, solidale con Buffon.

GOL ALLA KLOPP - Se la prima rete dei Reds era nata da un ribaltamento rapido del fronte di gioco, il raddoppio è stato la sintesi del calcio di Jurgen Klopp. Gol in due passaggi. Il primo: Alexander-Arnold da destra a sinistra sulla corsa di Robertson e lo stesso Robertson da sinistra a destra, in area, sulla corsa di Salah con la traiettoria della palla che ha superato Fabinho e Angelino (troppo dietro all'egiziano), colpo di testa dell'ex viola e romanista, palla sul palo lontano. Era appena il 13', questa partita era già un inno al gioco del calcio.

TERZINI-REGISTI-ALI - Liverpool-City era uno spettacolo. Ce lo aspettavamo proprio così, con un ritmo folle, un'intensità che in Serie A ci sogniamo, una velocità pazzesca e nonostante tutto questo una tecnica entusiasmante. Il Liverpool si scatenava sulle due fasce, con Mané e Salah, ovviamente, ma più ancora con Alexander-Arnold e Robertson, che nascono terzini, giocano da ali e fanno i... registi. Non a caso sono i due giocatori che hanno toccato più palloni di tutti nella Premier. Sul 2-0 la partita non è cambiata per niente. Un attacco per parte, un'occasione per parte. Angelino (meglio in avanti che dietro) ha scheggiato la base del palo dopo un triangolo con De Bruyne, il centrocampista più ispirato del City, mentre Gundogan e Rodrigo non erano al massimo. Agüero, che ha continuato la sua particolare astinenza ad Anfield Road, è stato invece poco preciso nelle conclusioni. Due occasioni per il Kun, due per Firmino, un’altra per Salah. Senza un attimo di pausa.

E POI MANÈ: 18 SU 18 - Stesso ritmo, stessa battaglia nella ripresa. E come era successo nel primo tempo, il Liverpool ha segnato dopo appena 6'. Cross di Henderson da destra, testa di Mané sul palo lontano, 3-0. E’ stato un gol diverso dagli altri, è arrivato dopo un palleggio prolungato in fondo al quale ha sbagliato tutta la linea difensiva dei citizens: Gundogan e Angelino hanno tardato su Henderson, Stones e Walker hanno perso Mané, infine Bravo ha fatto un passo avanti (esco?) e uno indietro (no, rientro) e ha preso gol. Per Mané era il 18° gol nelle ultime 18 partite giocate nel suo stadio. Il City è andato di nuovo vicino al gol col fischiatissimo ex Sterling, sarebbe servito per rientrare in partita, ma Lovren gli ha deviato il tiro in piena area.

GUARDIOLA FURIBONDO - La squadra di Pep ha accusato il colpo del terzo gol e c'è voluto un quarto d’ora prima di riprendersi. Il Liverpool ha preso a palleggiare cercando di rallentare il ritmo, Fabinho dominava in mezzo al campo appoggiandosi a Wijnaldum e a Henderson che poi ha lasciato il posto a Milner. Agüero ha mancato di un soffio la palla a porta spalancata e Guardiola lo ha sostituito con Gabriel Jesus. Il City non si è arreso e ha finalmente segnato un gol che meritava con Bernardo Silva. Klopp si è infuriato per un presunto fallo su Fabinho nella stessa azione del gol. Mancava un quarto d'ora alla fine, la squadra di Pep si è scatenata e lo stesso ha fatto lui quando un tiro ravvicinatissimo di Sterling ha centrato di nuovo la mano di Alexander-Arnold: rispetto al tocco del primo tempo, stavolta il terzino aveva il braccio più vicino. Guardiola si è imbufalito, a gesti ha mandato Oliver a quel paese due, tre, quattro volte, ha urlato livido in faccia al quarto uomo, si è beccato anche col pubblico alle sue spalle, mimando i due tocchi di mano e a fine partita è andato a stringere in modo beffardo la mano a Oliver e ai guardalinee, alzando rabbiosamente l'indice. IL TABELLINO

Liverpool-Manchester City 3-1

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LIVERPOOL (4-3-3): Allison 7; Alexander-Arnold 7,5 Lovren 6,5 Van Dijk 7 Robertson 7; Henderson 7 (16' st Milner 6,5) Fabinho 7,5 Wijnaldum 7,5; Salah 7,5 (42' st Joe Gomez sv) Firmino 6,5 (34' st Oxlade-Chamberlain sv) Mané 7. Allenatore: Klopp 8

MANCHESTER CITY (4-3-3): Bravo 6; Walker 6 Stones 6 Fernandinho 6 Angelino 6; De Bruyne 7 Rodrigo 6 Gundogan 6; Bernardo Silva 6,5 Agüero 5,5 ( 26' st Gabriel Jesus 5,5) Sterling 6,5. Allenatore: Guardiola 6,5

ARBITRO: Oliver 4,5

MARCATORI: 6' pt Fabinho (L), 13' pt Salah (L), 6' st Mané (L), Bernardo Silva (33' st)

AMMONITI: 20' st Rodrigo (MC) per proteste