Apparentemente, la Fifa stavolta è stata colta in fallo. Almeno secondo il Tribunale di Rio de Janeiro che ha dato ragione a Pedro Silva e Heine Allemagne, uniti da un comune destino di povertà nelle favelas sudamericane e da un altrettanto comune speranza di avercela fatta. Invece no. Almeno per ora non ce l’hanno fatta, ma è solo l’inizio.

I due sono gli inventori, con tanto di brevetto, del Vanishing Spray, la ormai celebre bomboletta con cui gli arbitri segnano sul campo sia la linea che le barriere non devono superare, sia la posizione del pallone in caso di punizioni. Si riducono i tempi di battuta, evitando i siparietti della fisarmonica e si assicura con più precisione la distanza. Lo spray fu usato ufficialmente dalla Fifa nei Mondiali del 2014. Da allora ha esordito con successo su quasi tutti i campionati del mondo, dal Sudamerica, all’Europa, alla Cina, proprio con la benedizione della Fifa. 
Con un costo di poco inferiore ai 5 Euro, si è calcolato che le royalties per gli inventori del brevetto sarebbero arrivate attorno ai 700 mila Euro l’anno. Sarebbero, perché i due non hanno visto né un Real, un Euro, un Dollaro o una Sterlina. Sembrerebbe, infatti, che la Fifa, abbia utilizzato lo spray senza aver mai onorato il pagamento del brevetto.

Il primo giudizio del tribunale è stato favorevole agli inventori e ha ingiunto  alla federazione calcistica mondiale a pagare una modesta multa di 15mila euro, inibendo inoltre l’utilizzo della bomboletta senza un accordo commerciale. La Fifa ha presentato ricorso dichiarando che non era a conoscenza del fatto, limitandosi all’ acquisto da una ditta produttrice. Intanto Allemagne e Silva hanno chiesto danni per 100 milioni di dollari, segnando con la bomboletta il punto da cui partire per tirare una punizione letale.