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Steven Zhang cambia l'Inter: ha poteri di firma, non servirà più l'ok dalla Cina
L'Inter cambia ancora e lo fa anche a livello burocratico e organizzativo migliorando e snellendo numerosi iter che, nel corso delle ultime stagioni hanno rallentato il lavoro dei dirigenti italiani. Sì perchè con la nomina di Steven Zhang a presidente del club nerazzurro e con l'uscita (ancora non annunciata ma programmata) di Erick Thohir numerose deleghe sono state assorbite direttamente dal figlio del patron di Suning che si può definire a tutti gli effetti il nuovo numero uno del club. In particolare, oltre alla firma su contratti, sponsorizzazioni, responsabilità legale, Steven Zhang ha assorbito sempre più poteri anche in ottica mercato.

COM'ERA - Fino ad ottobre, infatti, la dirigenza italiana dell'Inter era ampiamente limitata nell'operare. Senza l'ok di Suning l'amministratore delegato Antonello e il direttore generale Gardini non avevano potere di firma per operazioni di mercato superiori a 20 milioni di euro di spesa. Per quelle fino a 40 milioni e 10 milioni di ingaggio sarebbe bastata la firma di Steven Zhang mentre per tutte le operazioni più importanti era chiamato ad esprimersi in prima persona Zhang Jindong, il patron di Suning. TUTTO NELLE MANI DI STEVEN ZHANG - Con l'elezione di Steven Zhang e la sua costante ascesa è cambiata anche la catena decisionale all'interno del cda nerazzurro. Nel verbale del 26 ottobre riportato dalla Gazzetta dello Sport ha riconosciuto a Steven Zhang "tutti i poteri, da esercitarsi con firma libera e disgiunta e senza limiti di importo, per la gestione ordinaria e straordinaria della società". Cosa significa? Che per la gestione dell'Inter e per le decisioni da prendere in Italia basta il suo sì o il suo no, in piena liberta. Un passo avanti fondamentale, della cui mancanza si era lamentato e non poco Walter Sabatini (è stato uno dei motivi dietro la rottura oltre ai noti problemi fisici) e di cui potrà godere Beppe Marotta. La nuova Inter è già nata.
Emanuele Tramacere

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