Qui non ci sono Ronaldo, qui non ci sono Messi: il calcio non è solo dei campioni, quello virtuale non è solo dei pro. Un angolo dedicato a chi si avvicina al mondo degli eSports, per chi li vive con passione ma senza prendersi troppo sul serio. "Un po' di FIFA qua?" è la rubrica dedicata a voi e a noi, ai gamer di tutti i giorni: uno spazio per tutte le curiosità e per raccontare avventure e disavventure digitali.

Oggi andiamo a raccontare una storia un po' diversa da quelle che solitamente riempiono questa rubrica, un po' nerd: non ce ne voglia il collega Angelo Taglieri!

Estate. Il club del cuore piazza il colpo da novanta, le magliette vanno a ruba ed è subito idolo per tutti i tifosi. Poi qualcosa va storto, l'incantesimo si spezza e capita anche che il giocatore in questione decida di andarsene senza neanche terminare la stagione. Chiedere ai tifosi del Milan, 'traditi' da Higuain a gennaio. E con le magliette che si fa? I più astiosi le buttano o le vendono, i più fantasiosi le modificano armandosi di scotch e altri rimedi cambiando numero e nome con quello del nuovo beniamimo.

E proprio per loro sembra arrivare una clamorosa volta tecnologica dagli Stati Uniti: l'NBA ha infatti presentato la divisa del futuro, una divisa smart in grado di 'evolversi' e di cambiare numero e nome grazie ai comandi di un'applicazione sul telefono. Semplice (mica troppo!) e ingegnoso, la dimostrazione l'ha data direttamente il commissioner dell'NBA Adam Silver aprendo l'annuale All-Star Technology Summit (convegno a margine dell'All-Star Weekend): la numero 15 di Kemba Walker (playmaker dei Charlotte Hornets) si trasforma prima nella 30 di Stephen Curry (playmaker dei Golden State Warriors) e poi nella mitica 23 di Michael Jordan.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Adam Silver unveils the NBA jersey of the future.

Un post condiviso da NBA (@nba) in data:




Quando sarà in commercio la maglietta del futuro non è ancora stato reso noto, ma se per i tifosi comuni è una novità sbalorditiva per i gamer di vecchia data ha un sano retrogusto di déjà vu. Chi si ricorda i titoli di PES (Pro Evolution Soccer) dei primi anni 2000? Le ore passate a programmare la propria squadra in ogni minimo dettaglio, anche per quanto riguardava le divise: disegni, colori, nomi e numeri dei giocatori, tutto inventato e realizzato a proprio piacimento. E se qualcosa non andava bene o stancava, perché aspettare il termine della stagione? Modifiche in tempo reale e possibilità di presentare una maglia completamente nuova da una partita all'altra. Fino ad oggi una chicca da videogioco, ma presto potrebbe diventare realtà: per cancellare il beniamino 'traditore' non servirà più buttarne la maglia e comprarne una nuova, basterà il proprio smartphone!

@Albri_Fede90