"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".


Un po' Stranger Things, un po' Il piccolo grande mago dei videogames, un po' Pixels. Il Natale della Juve è stato un po' così, con la realtà che incontra la fantasia, meglio se pixelata: luce che salta e videogioco arcade, da sala giochi, i cosiddetti coin-op, di quelli che se occupati ti devi prenotare appoggiando la tua monetina sullo schermo, come nella serie tv già diventata culto; un eroe che vince sempre quando si tratta di videogame, come nella pellicola del 1989 (in quel caso era un bambino, in questo un gigante); giochi con grafica anni '80, come nel film con Adam Sandler. Cristiano Ronaldo salva la Juve a Bergamo, ma Mario Mandzukic salva i compagni in una sorta di Supermario in versione bianconera.

CHE EROE - Barzagli e Cuadrado stanno vincendo con Perin e Pjanic a biliardino, quando un videogame, con la luce intermittente, attira l'attenzione. E li rapisce. Chi può salvare i 4 bianconeri da un castello pixelato se non SuperMario? Cuadrado allo Stadium, Barzagi sui tetti, Pjanic con Babbo Natale, tutto in pixel, tutti alla Mario e Luigi, alla Donkey Kong, alla Zelda, alla Wario. Tutti tranne uno. Già, perché se "gli altri" sono i protagonisti dei videogame, Mandzukic è uno di noi, uno di quelli che tentava di entrare nella classifica settimana del videogame preferito nella sala giochi del paese, eroi immortali, nomi a 3  lettere o poco più che diventano miti, scolpiti, in pixel, dietro quello schermo. 

VERO CAMPIONE - Mandzukic ritrasforma in carne ed ossa i suoi compagni, che fanno festa e lo abbracciano. Barzagli ringrazia, Mario gradisce. Ma non troppo... "Ok Ok, ma adesso tornate dentro, voglio giocare ancora". Fuoriclasse vero. Di quelli che le monetine le portavano contate: se eri bravo, te ne bastava una per finire il gioco. E se eri un fuoriclasse, ci riprovavi subito dopo. Ovviamente, sempre con una.


 
@AngeTaglieri88