Vince il Milan, non Giampaolo che sbaglia ancora una volta la formazione iniziale e alla fine deve ringraziare Reina, che si fa perdonare il grave errore sul gol del Genoa, parando il rigore del possibile 2-2. Se conta soltanto il risultato in generale e la rimonta in particolare, con lo 0-1 di un primo tempo inguardabile ribaltato in 2-1 con brivido finale, Giampaolo sarà ancora in panchina alla ripresa del campionato. Ma se contano le scelte dell’allenatore e soprattutto come (non) gioca la squadra, Boban e Maldini dovrebbero trovare il coraggio di cambiare subito, con Ranieri maestro di esperienza e buon senso, o con un altro allenatore che non perda tempo a fare esperimenti.

Ripensando ai 98’ contro il Genoa, che gioca di più e meglio e non avrebbe demeritato il pareggio, non si può dire infatti che il Milan abbia svoltato né a livello tecnico né a livello psicologico. E proprio per questo non sarebbe giusto esonerare Andreazzoli, sconfitto ma capace di schierare una squadra di carattere, la cui unica grave colpa è stata quella di non avere affondato definitivamente i rossoneri nel primo tempo e di avere sbagliato il rigore del 2-2 nel finale.

SORPRESA DONNA-VENTURA - Giampaolo vuole stupire ancora e così esclude inizialmente Leao, l’unico da salvare nell’ultima disastrosa partita contro la Fiorentina, preferendo rilanciare Bonaventura che non partiva titolare da un anno. L’altra sorpresa è forzata perché durante il riscaldamento si blocca Donnarumma e così si rivede Reina. Non è una sorpresa, invece, ma una prevista bocciatura dopo i due rigori provocati contro la Fiorentina, l’esclusione di Bennacer sostituito da Biglia, con Duarte al fianco di Romagnoli al posto dello squalificato Musacchio, tra i due esterni Calabria ed Hernandez. Cambiando gli uomini in tutti i reparti non cambia però il Milan che subisce subito gli assalti del Genoa, malgrado l’infortunio di capitan Criscito che dopo 10’ è costretto a lasciare il campo, rilevato da Biraschi. Anche senza il suo capitano, costretto a guardare il resto della partita in stampelle, il Genoa attacca e il Milan si difende come può, rischiando subito di andare sotto quando Lerager costringe Reina a bloccare con difficoltà.

SOLTANTO GENOA - Nemmeno questo campanello d’allarme sveglia i rossoneri, come al solito senza qualità in mezzo al campo dove Kessie, Biglia e Calhanoglu girano a vuoto mostrando tutti i loro imiti tecnici. Tanto per cambiare Piatek rimane isolato tra Suso, che gioca per conto suo e Bonaventura, bravo a muoversi più dei compagni ma mai pericoloso al tiro. Una punizione di Suso e un altro tiro centrale dello spagnolo sono gli unici teorici tentativi del Milan, perché in campo si vede soltanto il Genoa che cresce nel finale del primo tempo sfiorando due volte il gol con Ghiglione e Pajac, bloccati da Reina. PAPEREINA - Senza spinta sulle fasce laterali ma anche senza capacità di chiudere i corridoi a Ghiglione e Pajac, perché Calabria da una parte e soprattutto Hernandez dall’altra girano a vuoto, il Milan sbanda pericolosamente e al 41’ viene punito da una punizione di Schone e soprattutto da una clamorosa papera di Reina, che tocca il pallone ma se lo fa scivolare alle spalle tra l’incredulità generale. Giusto così, comunque, perché il Genoa merita ampiamente il vantaggio, a prescindere dal regalo del portiere rossonero. E giusto anche perché il Milan non ha la minima capacità di reagire, evidenziando tutti i suoi problemi di carattere psicologico, oltre che tecnico. E’ il momento più difficile della stagione e allora Giampaolo per salvare la propria panchina indirettamente riconosce i propri errori, perché dopo l’intervallo rilancia Paquetà al posto del sempre più inutile Calhanoglu e soprattutto Leao, anche se non al posto di Bonaventura ma di Piatek che non è mai piaciuto al tecnico.

SVOLTA MILAN -  Non ci voleva molto per capire che Paquetà e Leao avrebbero dovuto giocare dall’inizio, perché proprio loro danno la scossa al Milan, anche se per la verità il gol del pareggio viene firmato da Hernandez con un gran sinistro in corsa e la complicità del portiere Radu, che non chiude sul primo palo, facendosi passare il pallone sulla sua destra. Il gol del pareggio, primo per il nuovo terzino scelto da Maldini, cambia la partita. Paquetà mostra la sua classe repressa in panchina con uno spunto mai visto fin lì, poi ci pensa Leao a propiziare il raddoppio con una accelerazione stoppata da una mano larga di Biraschi. E’ rigore netto, ma l’incerto arbitro Mariani ha bisogno di due minuti di osservazione al monitor, su richiamo di Mazzoleni al Var, per indicare il dischetto con l’aggiunta dell’esagerata espulsione di Biraschi. Kessie trasforma e così il Milan si trova con un uomo e un gol in più nell’ultima mezz’ora abbondante.

CALABRIA RECIDIVO - La sua nuova ed evidente superiorità non basta però al Milan per mettere definitamente kappaò il Genoa e anzi a conferma della mancanza di equilibrio la squadra di Giampaolo soffre le ripartenze dei padroni di casa, rischiando più del dovuto. Ma i veri rischi incominciano quando Calabria stende Kuame e siccome è già ammonito viene espulso. Un peccato doppio prima perché Calabria si era già fatto espellere a Verona, saltando così il derby, e poi perché toglie al Milan il vantaggio dell’uomo in più. L’ingresso di Conti al posto di Bonaventura dovrebbe lasciare la difesa a quattro, ma guarda caso l’errore di Calabria ricarica il Genoa che grazie anche alla spinta del nuovo entrato Pandev trova il rigore del possibile pareggio, quando Reina atterra Kouamé. Anche stavolta, però, l’arbitro deve chiedere aiuto al Var, mentre Reina non deve chiedere aiuto a nessuno per deviare il tiro di Schone. Salvato il 2-1, il Milan soffre fino al 98’, quando finalmente festeggia il ritorno alla vittoria.