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L'Atalanta di Gasp è tornata, ma Inzaghi sbaglia tutto: che errore la trincea!
E tre. Dopo il Chievo e il Parma, l'Atalanta mette in riga anche il Bologna e conquista una classifica tranquilla. Per adesso, si capisce, perché l'ambizione europea non la nasconde. Guai seri, invece, per un Bologna che probabilmente dovrebbe avere in se stesso più fiducia; dovrebbe credere di più nella qualità delle suoi piedi e delle sue giocate. E si spiega così, probabilmente, la sua classifica dolente.

Intanto, nella scia dei due ultimi successi, cambia niente Gasperini, il quale affida la responsabilità del gol a Barrow e Ilicic, con Gomez alle loro spalle, ma con la solita licenza di trovare poi liberamente in campo la posizione più utile a se stesso e anche alla squadra. Assai più radicali, invece, le scelte del Bologna. Inzaghi, infatti, dopo due pareggi e due tentativi di scuotere la squadra dandole un profilo nuovo, torna al vecchio tre-cinque-due per sentirsi più coperto e più sicuro. Troppo coperto e poco sicuro. L'idea del Bologna - ed è subito evidente - è quella di costruire una trincea al limite dell'area di rigore; è quella di non dare spazio all'Atalanta e, soprattutto, di non concedere libertà al sinistro di Ilicic, che probabilmente è il piede nerazzurro più temuto. Infatti occupa subito il campo in lungo e in largo, l'Atalanta, ma  commette anche l'errore di allungare le distanze tra difesa e centrocampo. Ed è lì che dopo appena due minuti e un poco che s'insinua il Bologna. Combinazione Palacio-Santander e invito a Mbaye, il quale sfrutta bene la postura sbagliata di chi tenta di marcarlo e mette in porta. Più che prepararlo, forse Pippo Inzaghi l'aveva sognato proprio così quest’inizio di partita. E il gol di Mbaye rafforza pure la sua idea della super-difesa e delle veloci ripartenze.

Certo, però, lasciare troppo il pallone all'Atalanta è pure un rischio grosso. E' vero, Gonzalez, Helander e Calabresi non lasciano nulla agli avversari, ma attesa e contropiede non vuol dire abbassare ai sedici metri la linea difesa. E' un errore grave che prima o poi si rischia di pagare. Certo, per un tempo non accade molto; anzi, è addirittura Palacio a sfiorare il gol di testa (27'), ma l'impressione è che l'Atalanta, pur nella difficoltà di trovare spazi per il tiro, abbia il diritto di sperare nel pareggio. Cosa che puntualmente accade in avvio di secondo tempo. E se la partita prende un'altra piega il merito è soprattutto di Zapata, che sostituisce Barrow e si dà subito da fare: tira l'ex napoletano, respinge malamente Gonzalez e Mancini (7') va in carrozza a fare gol. Era nell'aria. Forse era scontato addirittura, il pari. Ma l'Atalanta non si ferma. Tant'è che il Bologna deve accettare anche un’idea di gioco assai diversa. In campo, però, c’è quel Zapata che non s'arrende al ruolo di riserva, che vuole tornare in prima fila e che sa bene che può riuscirci soltanto spezzando il tabù del primo gol in campionato. Detto fatto. Sull'ennesimo pallone che balla dalle parti di Skorupski e su un rinvio maldestro di Mbaye, infatti, gli capita un pallone-regalo che non può sbagliare. E che non sbaglia.

Risultato ribaltato, dunque, e Bologna disperato. Bologna che cambia e ricambia (Poli, Orsolini e poi Destro per Dzemaili, Krejci e Svanberg) per finire con un quattro-due-quattro che un po' dà la sveglia alla squadra, ma che non cambia il risultato, figlio della voglia dell'Atalanta di rincorrere il successo e del Bologna, invece, di difendere eccessivamente quel minimo vantaggio diventato alla fine un’illusione

IL TABELLINO

Bologna-Atalanta 1-2 (primo tempo 1-0)
 
Marcatori: 3' p.t. Mbaye (B), 13' s.t. Mancini (A), 25' s.t. Zapata (A).
 
Assist: 3' p.t. Santander (B).
 
Bologna (3-5-2): Skorupski; Calabresi, Gonzalez, Helander; Mbaye, Dzemaili (18' s.t. Poli), Pulgar, Svanberg (37' s.t. Destro), Krejci (28' s.t. Orsolini); Palacio, Santander. All. Inzaghi.
 
Atalanta (3-4-2-1): Berisha; Toloi, Palomino, Mancini; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Gomez (44’ s.t. Rigoni), Ilicic (36’ s.t. Pasalic); Barrow (1’ s.t. Zapata). All. Gasperini.
 
Arbitro: La Penna di Roma.   
 
Ammoniti: 24’ p.t. Ilicic (A), 42’ p.t. Gomez (A), 2’ s.t. Helander (B).
Ciccio Marolda
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