Ce l'ho con... Tavecchio, questa Serie A 'ci fa schifo'. Basta con le 20 squadre!
22/03/2017, 11:00
di Andrea Distaso
Stiamo toccando letteralmente il fondo e non ce ne accorgiamo. O forse sarebbe meglio dire che non vogliamo accorgercene. Il noi è inteso come "sistema calcio italiano", la cui massima dovrebbe essere la Federazione e il suo presidente, il rieletto Carlo Tavecchio. Il suo progetto di riforma dei campionati, col mantenimento delle 20 squadre in Serie A e la diminuzione delle retrocessioni da 3 a 2, rischia di creare un torneo di livello ancora più basso rispetto a quello a cui stiamo assistendo.

SERVONO RIFORME VERE - Facile poi aprire processi e creare dibattiti sulla pochezza delle formazioni italiane in campo internazionale e delle difficoltà della Nazionale quando si appresta a partecipare a Europei e Mondiali. La verità è che, contestualmente con la crisi economica che ha colpito il nostro Paese, è diminuito drasticamente il valore della Serie A e non tutto è imputabile all'incapacità di acquistare i grandi giocatori. Se dalle istituzioni non arrivano segnali tangibili di voler cambiare le cose, fornendo incentivi per valorizzare maggiormente il lavoro dei settori giovanili e magari dando il via libera al progetto delle seconde squadre sull'esempio di quanto avviene in Spagna e Germania, sarà impensabile poter colmare il gap che si è venuto a creare con le potenze europee nel corso degli anni.

CAMPIONATO SCARSO - Ci sono i numeri a testimoniare quanto il livellamento del nostro campionato sia scivolato verso il basso. Le ultime 3 della classifica continuano a perdere ogni settimana e hanno raccolto insieme gli stessi punti (41) della Sampdoria, che è nona; di conseguenza, c'è una serie di squadre, dall'Empoli fino all'Udinese, che da qualche mese a questa parte sembrano aver mollato a livello mentale, perdendo una quantità di partite che in altre stagioni avrebbe minato pericolosamente la loro permanenza in Serie A. L'effetto più lampante è che abbiamo squadre in vetta sempre più forti, troppo più forti di tutte le altre, che lasciano pochissimi punti per strada. Si segna moltissimo rispetto al passato, ben 811 gol, che rappresenta il record nell'era dei 3 punti a questo punto del campionato, ma non è un bene.

Una volta c'erano i grandissimi attaccanti, ma anche autentici fuoriclasse nella difesa, oggi restano alcuni importanti interpreti nel ruolo di bomber, ma al contempo le difese di molte formazioni di Serie A palesano limiti impensabili per questi livelli. La spia di una tendenza sempre più preoccupante e rivolta al ribasso, che non potrà esser certo risolta col mantenimento delle 20 squadre e la diminuzione del numero delle retrocesse. Vero, Tavecchio?
 

Andrea Distaso
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