Il Milan non merita questa pagliacciata: Berlusconi colpevole, trovi la soluzione
03/03/2017, 23:30
di Stefano Agresti

C’è chi ride dei cinesi, che da due anni vengono annunciati come padroni del Milan - ora questo ora quello - e invece, sul più bello, svaniscono sempre. C’è chi ironizza su Fassone, il quale sembra catapultato in un mondo virtuale, una specie di Grande Fratello dove tutto quello che vede è fasullo (inclusi i cinesi, ovvio) ma lui non lo sa. Avete presente Jim Carrey in The Truman Show? Ecco, quello. Magari un giorno anche Fassone si renderà conto che gli hanno costruito attorno un mondo di cartone. C’è anche chi osserva con curiosità Galliani mentre, tutto tronfio, riacquista potere dopo averlo perduto e se la gode, senza comprendere che il Milan di cui parla con tanto orgoglio è diventato una macchietta. Poi qualcuno si chiede pure come sia possibile che duecento milioni di euro (dico: duecento milioni di euro) vengano lasciati là, sul piatto di una trattativa che non si conclude. Già: da dove vengono? Di chi sono?

 

Stiamo assistendo a una pagliacciata indegna, che sta trasformando il Milan nello zimbello del calcio mondiale. Quando mai si è visto un passaggio di proprietà gestito in questo modo? Quando mai si sono visti tanti accordi saltare, tanti potenziali acquirenti dissolversi, tanti contratti non rispettati?

 

Forse Berlusconi non si rende conto del danno che sta procurando al Milan e alla sua immagine, e dell’umiliazione alla quale sta sottoponendo tutti i tifosi rossoneri. Lui, il presidente più grande della storia (così è solito definirsi), è l’architetto della più imbarazzante trattativa che si ricordi. Il prezzo del club lo ha deciso lui, gli acquirenti li ha scelti lui. Tutto giusto, tutto legittimo: è il proprietario, ne ha diritto, anche se probabilmente il grande caos nasce proprio dalla valutazione esagerata che è stata attribuita alla società, ostacolo fondamentale quando si è trattato di individuare un compratore credibile.

 

Ebbene, ora deve però essere lui, Berlusconi, a risolvere questo enorme problema: il Milan, il grande Milan, non può essere trattato così.


Stefano Agresti
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