Juve: Bonucci riparte da Firenze dopo un anno sofferto e felice
14/01/2017, 11:30
di Luca Borioni
Per Leonardo Bonucci si tratta di un nuovo inizio, dopo un 2016 che è stato pieno di sentimenti contrastanti, un po’ amaro, un po’ aspro, un po’ dolce.

In cima ai ricordi da archiviare resta l’esperienza dolorosa di un figlio, Matteo, 2 anni, affetto da una patologia acuta, costretto a più ricoveri e interventi. Una durissima prova per chiunque, anche per un calciatore professionista e certamente strapagato, ma a nulla vale il privilegio di una vita agiata per una questione di umana difficoltà come questa. E in effetti, attorno a Bonucci e al suo difficile caso famigliare, si sono stretti tutti, non solo i tifosi della Juventus. Con una tappa esemplare come quella della gara contro l’Udinese, lo scorso ottobre, quando Bonucci viene lasciato fuori dalle convocazioni di Allegri per un’emergenza ospedaliera del piccolo Matteo che poi però si rivela meno grave del previsto, tanto che il difensore può rientrare di corsa allo Stadium, unirsi ai compagni e scendere in campo. E poi sorridere e festeggiare la vittoria assieme a uno stadio esultante anche per lui, per il suo problema superato.

A fine anno Bonucci rivela di aver più volte sfiorato l’idea di smettere di giocare. Quando hai un figlio che chiede certe attenzioni, non puoi delegare e non puoi rimandare. Non ci sono priorità che tengano. Ma in qualche modo le cose a volte si sistemano seguendo un percorso ignoto e straordinario. Tutto si risolve e la strada torna diritta.

Perché tra le curve superate a fatica, Bonucci nell’anno passato ha vissuto anche momenti calcisticamente esaltanti. Non solo grazie ai ricorrenti record e ai successi condivisi con tutta la squadra bianconera, ma anche per via di alcune attestazioni di stima da lui ricevute, estremamente significative. E se quelli del Pallone d’oro avessero un cuore puro, Bonucci sarebbe certamente un candidato d’eccellenza. All’Europeo ha dimostrato di non avere tanti eguali in campo internazionale nell’interpretazione del ruolo di centrale, in pochi sono capacI di chiudere spazi con scelte di tempo sempre puntuali e al tempo stesso di rilanciare il gioco con un apporto fondamentale anche per il centrocampo, oltre a qualche prodezza in zona gol. Che non guasta mai.

Di qui alle frasi al miele di un certo Guardiola e alle avance del Chelsea di Conte il passo è stato breve, ma al tempo stesso gigantesco. Bonucci è entrato nel novero dei più grandi.

A proposito degli inglesi, la sua ormai acclarata affidabilità è riconosciuta anche oltre confine e lo ha portato al centro di alcune megaofferte: i 40 milioni per lui su 5 anni dal Manchester City, i 68 alla Juve proposti proprio dal Chelsea. Il club bianconero non ne ha mai voluto sapere, lui stesso ha serenamente ribadito la sua convinta fedeltà per la maglia.

Poi è arrivato l’infortunio, a completare dodici mesi di emozioni intense, in un mix a volte spietato.

E così il rientro annunciato sul campo della Fiorentina (assieme ad Alex Sandro) non può passare certo inosservato. Anche perché la geometria del gioco di Bonucci è mancata alla Juve, e forse la poca brillantezza mostrata in diverse occasioni dalla squadra nonostante le vittorie ripetute si potrebbe spiegare anche con l’assenza del regista difensivo di Allegri.

Che torna quindi per una nuova rinascita.
Luca Borioni
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