Juve definitiva: 4-2-3-1, per Rincon e Sturaro il ruolo più adatto, rincalzi
22/01/2017, 17:00
di Giancarlo Padovan
Se il Napoli della prima mezz’ora a San Siro può eliminare il Real Madrid dalla Champions League, la Juve del primo tempo con la Lazio deve legittimamente pensare allo scudetto e alla finale europea. La ragione è semplice: mettendo in campo i calciatori con la maggiore qualità, la migliore forza e un distinto spirito di sacrificio collettivo, Allegri si assicurerà un netto margine di vantaggio su tutti gli avversari.

Certo, ci voleva coraggio e l’allenatore della Juve lo ha avuto. Mai prima d’ora aveva schierato Higuain, Dybala e Madzukic contemporaneamente dall’inizio. Mai con loro tre aveva giocato anche Pjanic. Contro la Lazio, invece, è successo e si è vista la migliore Juve della stagione. Compatta, aggressiva, elastica, veloce e verticale.

La Lazio non si è praticamente mossa per un tempo (tiro di Milinkovic-Savic fuori al 24’), ha messo fuori la testa nella ripresa senza però creare fastidi a Buffon.

In questo senso il ripristino della difesa a quattro dei bianconeri - Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Asamoah - ha giovato all’intera fase di non possesso, cui si è dedicato con il solito ardore Madzukic, di fatto esterno di sinistra dei tre trequartisti (Cuadrado, Dybala, Mandzukic per l’appunto). Molto positivo, davanti alla difesa, l’apporto di Pjanic (in coppia con Khedira) che ha trovato anche tempi di gioco assai felici per gli inserimenti.

A questo punto non è azzardato dire che il 4-2-3-1 sarà il sistena di gioco da qui alla fine della stagione. Alex Sandro (squalificato al pari di Sturaro) prenderà il posto di Asamoah, Marchisio (a riposo per concedergli un recupero meno ansiogeno) sarà alternato a Khedira o a Pjanic. Possibilità di inserimento anche per Pjaca al posto di Cuadrado. Così la Juve, alla fine di gennaio, trova compiutezza tra le esigenze tecniche e gli acquisti del mercato estivo, relegando Sturaro e Rincon al loro compito più adatto, quello dei rincalzi.

Per arrivare ad una tale conclusione, Allegri ci ha messo un po’ troppo, ma ha dimostrato che l’equilibrio è possibile anche al cospetto di un modulo iperoffensivo. E l’equilibrio non si trova dopo un paio di allenamenti, serve un concorso comune e il coinvolgimento dei giocatori. Contro la Lazio, oltre a Mandzukic, si sono sacrificati tanto Higuain quanto Dybala.

La vittoria è stata più netta di quanto non dica il risultato. Nella ripresa, nonostante una Lazio un po’ più competitiva, Dybala ha sbagliato due gol che avrebbero reso il punteggio inequivocabile. Straordinaria l’azione della seconda opportunità, quando Asamoah in percussione ha servito Higuain e l’argentino ha scodellato l’assist per il suo connazionale. Con il sinistro, Dybala non avrebbe fallito, con il destro, invece, la palla è finita a lato di un soffio. 

La Juve è andata in vantaggio dopo appena cinque minuti dal via. Mandzukic ha domato di testa una palla vagante al limite dell’area, recapitandola sul sinistro di Dybala che ha colpito al volo di controbalzo. Marchetti, il portiere della Lazio, l’ha solo vista entrare.

Nell’occasione si è capito quanto le mosse di Allegri avessero condizionato la fase difensiva della Lazio. Se, infatti, Patric era quasi a uomo su Mandzukic e Radu contrastava Cuadrado, mancava l’interditore su Dybala. Sarebbe dovuto essere Biglia, abbassandosi, o uno tra De Vrij e Wallace alzandosi? In ogni caso, Dybala si è sottratto a qualsiasi marcatura. Anzi, in fase di non possesso, è andato spesso a disturbare Biglia quando impostava. 

Al 16’ la partita si è virtualmente chiusa. Cuadrado da destra ha approfittato della sovrapposizione di Lichtsteiner per piazzare un cross senza opposizione (Radu in ritardo). Sulla parabola si è avventato Higuain che ha messo dentro con i tacchetti.

Il bello della Juve è stato che, questa volta, non si è fermata, ma ha spinto come prima. Infatti avrebbe potuto segnare ancora (30’) con Higuain (gol annullato per giusto fuorigioco) e con Bonucci (40’), servito da Higuain, dopo un’azione a tutto pressing. Oltre ad una grande Juve, una Juve definitiva.          
Giancarlo Padovan
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