PAGELLONE: Gagliardini (10), Sousa (9) e il Ninja (8) fanno nera la Juve (3)
17/01/2017, 17:30
di Stefano Agresti

10 GAGLIARDINI. Che fosse bravo, okay, lo avevamo capito. Ma che avesse la personalità - non solo le qualità - per prendersi l’Inter e San Siro alla prima partita, questo non ce lo saremmo mai aspettati. Spaventoso. E chissà come ci è rimasta la Juve, che lo ha mollato ritenendo esagerata la valutazione di 25 milioni...

 

9 PAULO SOUSA. Disintegra la Juve, e soprattutto Allegri, per scelte tattiche e atteggiamento mentale: la Fiorentina è una squadra, gli avversari no. E così si conquista un altro piccolo spicchio di panchina bianconera.

 

8 NAINGGOLAN. In una Roma rimaneggiatissima (fuori Rudiger, De Rossi, Salah, Perotti, oltre a Florenzi), è il trascinatore assoluto. Dopo un avvio di stagione un po’ così, forse anche per le voci che arrivavano dall’Inghilterra, è tornato uno dei migliori centrocampisti del campionato. E non solo del nostro. Intanto la Juve si avvicina...

 

7 INZAGHI. Battere l’Atalanta è difficile per chiunque, e lo dimostrano i risultati dei bergamaschi. Lui fatica, però ci riesce. E resta in scia alle primissime: una specie di miracolo.

 

6 CROTONE E PESCARA. Le squadre non sono competitive, anzi sono quasi imbarazzanti, ma almeno le società ne sono consapevoli e non colpevolizzano gli allenatori. Così Nicola e Oddo restano al loro posto, mentre scivolano verso la B: tutto molto più dignitoso e serio rispetto all’ignobile gazzarra di Zamparini a Palermo.

 

5 MIHAJLOVIC. Il Toro viaggia al di sotto delle attese, ma soprattutto ci lascia perplessi questo suo atteggiamento sempre un po’ sopra le righe. Come se il confine tra un buon allenatore e uno pessimo, o tra un uomo “con le palle” (come dice lui) e uno senza, sia un cartellone spaccato in faccia a uno steward.

 

4 IL GENOA. Quattro come le sconfitte consecutive incassate in campionato. Decisamente troppe e non giustificabili solo con le partenze di Rincon e Pavoletti. Anche perché due di questi scivoloni sono stati a dicembre, quando il mercato era ancora chiuso.

 

3 LA JUVE. E’ incredibile come la società più vincente, ricca, forte e preparata d’Italia sia andata in crisi sul mercato di gennaio: non ha solo perso Wistel (e Gagliardini), ma è stata anche incapace di tamponare l’emergenza sulle fasce (e ora si sta facendo mettere in clamorosa difficoltà dai turbamenti di Evra). I risultati si sono visti a Firenze.

 

2 ALLEGRI. Vedi Paulo Sousa. Con l’aggiunta di quelle pessime parole gridate in faccia al quarto uomo. Stile Juve? Stile Allegri? Macché: stile zero.

 

1 I RIGORISTI. Tre rigori falliti: Mchedlidze, Dzeko, Ljajic. Clamorosi - per il nome dei protagonisti e per le esecuzioni degli stessi - soprattutto gli errori del romanista e del granata. Fortuna che qualcun altro (Bacca, Immobile, Caprari, Farias) abbia rialzato un po’ la media.

 

0 GLI ANTI-MARADONA. Diego torna a Napoli, una città impazzisce d'amore e spuntano i benpensanti a fare la morale sull’opportunità di averlo in città. Sarà perché abbiamo avuto il privilegio di vederlo in campo, ma a noi avere Maradona in Italia sembra sempre un gran bel regalo.

@steagresti
 


Stefano Agresti
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