Roma, i due sogni di Monchi se va via Spalletti. E c'è il retroscena Gasperini
29/03/2017, 08:00
di Fabrizio Romano
Una Coca Cola sempre sul tavolo della sua scrivania, una rete di osservatori che categorizza qualsiasi giocatore a qualsiasi latitudine, le plusvalenze come mantra: Monchi è pronto a raccogliere la sfida, vincere a Roma è un obiettivo delicato per chiunque. Ancor più per un uomo mai uscito dalla tana del suo Siviglia, reso grande dal suo lavoro da direttore sportivo e adesso abbandonato per tentare l'esperienza italiana. Avrà un peso fondamentale, Monchi, nelle strategie della nuova Roma. E non a caso è stato messo al centro del vertice con Pallotta e tutta la dirigenza giallorossa a Londra, anche sulla questione panchina.

I DUE SOGNI - Il dirigente spagnolo ha dato immediatamente la sua opinione: se Luciano Spalletti dovesse decidere di salutare la Roma, l'uomo giusto può essere uno dei suoi due fedelissimi. Uno è quello storico, Unai Emery, molto gradito a Monchi e anche alla larga parte della dirigenza per esperienza internazionale, carisma, capacità di rivalutare giocatori. L'altro è quello più frescoJorge Sampaoli, scuola Bielsa e maestro in Cile fino a regalare una stagione entusiasmante - ancora in corso - al Siviglia. Il primo rimane blindato dal PSG, il problema sarebbe dover attendere le decisioni di Al Khelaifi; il secondo invece è corteggiato dal Barcellona ma soprattutto non ha ancora scelto se salutare davvero la Spagna dopo un solo anno. In entrambi i casi, la Roma ci fa un pensiero, garantisce Monchi.

IL RETROSCENA - Ma c'è di più, perché le piste italiane non tramontano, vedi l'accostamento con Di Francesco. Eppure, la dirigenza giallorossa ha avuto solo poche settimane fa un contatto indiretto con Gian Piero Gasperini, artefice del miracolo Atalanta dove ha reso tanti giovani autentiche stelle. Non è scattato però il feeling giusto tra la Roma e il Gasp, anche questione di obiettivi: il club giallorosso vuole vincere subito come pretesa assoluta, Gian Piero teme di bruciarsi con una rosa non all'altezza e preferirebbe un progetto pluriennale che ad oggi la Roma non garantisce. Insomma, freddezza, almeno fin qui. Sognando Emery e Sampaoli, con le piste italiane ancora calde. E aspettando Spalletti...
Fabrizio Romano
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