Tavecchio può gestire una Figc al passo con i tempi?
08/10/2016, 11:12
Da VivoPerLei
ZebraPoint scrive:


Elenchiamo le scorie di un'Italia-Spagna che, alla fine, è andata meglio di come sembrerebbe.

Partiamo dal caso più eclatante: la fucilazione sulla pubblica piazza del soldato-disertore Pellè.
Eh si, perchè, dopo aver preso in giro Neuer e colpito l'omino delle bibite in curva con la Germania, essere andato in CIna a guadagnare quanto sei Belotti messi insieme, adesso ha toccato il fondo: non ha salutato Ventura uscendo dal campo.
E Ventura lo ha giustificato, dicendo che sono cose che accadono.
Poi si è rimangiato tutto è lo ha massacrato rimandandolo in Cina, secondo i dettami della Tavecchiana Federazione, ottenendo, così, due risultati eclatanti: premiare il giocatore permettendogli di rientrare prima dal ritiro (per carità, perde la fondamentale e tignosissima partita con la Macedonia, ma anche lì viene da chiedersi, se fosse stata non la Macedonia, ma un'altra squadra, lo avrebbero rimandato a casa ?); rende vane e inutili le sue scuse, creando un precedente pericoloso (a cosa serve scusarsi se tanto vieni trattato allo stesso modo di chi si comporta male e fa finta di nulla).
Premettendo che non sopporto e non ho mai sopportato Pellè, forse sarebbe stato più corretto dichiarare che le scuse venivano accettate ma che il comportamento, non potendo restare senza conseguenze, comportava la sua esclusione dagli undici titolari con obbligo di restare in ritiro per imparare quell'etica di cui tanto si parla ma che nessuno, in federazione, sa nemmeno dove stia di casa. Ci fosse stato ancora Conte, poi, lo avrebbe massacrato in allenamento. Ma non è detto che non lo avrebbe fatto anche Ventura. Invece La federazione lo ha premiato, con un meritato riposo extra e la possibilità di ammortizzare, con molta più calma, il Jet Lag.
Seconda cosa che salta all'occhio è l'arbitraggio. Tolto il rigore dato dal giudice di porta e che l'arbitro non ha potuto ignorare, per il resto arbitraggio a senso unico ben al di là dei semplici errori. Che far finta di nulla non serva a nulla lo insegna il CIO che, proprio in ragione di cose poco chiare accadute alle ultime Olimpiadi di Rio nella boxe, ha deciso di sospendere tutti e 36 gli arbitri impegnati e di aprire un'indagine sui fatti contestati e non solo. Magari si arriverà ad un nulla di fatto, ma qualcuno, nello sport, ha il coraggio di violare l'intoccabilità degli arbitri. Ma Collina e Infantino no. Noi siamo italiani, chi guida gli arbitri in Europa è italiano, il nuovo capo della Fifa è italiano, e noi siamo massacrati regolarmente, sia nelle competizioni europee che come nazionale. Ma tanto basta essere antijuventini, come Collina, o interisti, come Infantino, per essere esenti da ogni critica. Un arbitraggio scandaloso che ci mette nelle condizioni di essere a rischio qualificazione già dopo la seconda partita, e la colpa è di Ventura.
Terzo punto, la formazione e gli esclusi.
Se ne vanno Pellè, Montolivo e Chiellini e si parla di allarme. Ma se non li voleva nessuno. Chiellini non ha nemmeno giocato con la Spagna. Pellè avrebbe già dovuto lasciare il posto a Belotti e lo stesso Eder a Immobile o Pavoletti o qualcun altro.
Montolivo non avrebbe dovuto giocare al posto di Bonaventura o di chiunque altro.
Quindi il fato sta facendo ciò che avrebbe dovuto fare l'aziendalista Ventura che, o prono ai voleri della federazione, o pavido nella scelta degli uomini, continua a tenere dei cadaveri in squadra senza il coraggio di svoltare.
Ventura, tira fuori gli attributi ! Tanto, se continua così, in Russia non ci andiamo lo stesso.
E lo stesso Buffon (ma come si fa a criticarlo per un errore, bhà) se proprio vuoi, tiralo fuori e fai giocare Donnarumma. Tanto Buffon vuole giocare i prossimi mondiali, ma quest'Italia, se continua così, in Russia non ci andrà.
Poi ecco il caso più "AGGHIAGGIANDE": il caso Intralot ...
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Luca Borioni risponde:

Che la Figc stia attraversando un periodo complicato, sembra evidente. La gestione del caso Pellé si presta a critiche. È vero, il concetto di etica appare poco chiaro. Scegliere la linea dura per un episodio di istintiva ribellione, come se ne sono visti tanti, senza valutare la possibilità di una serena valutazione nello spogliatoio, è discutibile. Specie se si pensa che questa esigenza d'etica cozza violentemente con la presenza di uno sponsor che promuove il gioco d'azzardo. Il problema sta nel fatto che la Figc avrebbe bisogno di una gestione di grande qualità e professionalità, che sia al passo con i tempi e una visione del futuro innovativa. Un sogno? Per ora sì.
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