Roberto Mancini ha parlato del presente della Nazionale italiana, reduce dalla delusione del mancato Mondiale, queste le sue parole alla Gazzetta dello Sport: ''Che gli sportivi italiani non avessero più affetto per la Nazionale era grave. La Nazionale è la squadra di tutti, ha regalato momenti incredibili di felicità. Quando siamo arrivati c'era la demoralizzazione perché, almeno noi, non avevamo mai visto l'Italia fuori dai Mondiali. Però purtroppo questi momenti capitano. Il calcio è così. A volte si incolpano gli allenatori, però sono cose che capitano a tutti. Quando abbiamo iniziato nessuno credeva che saremmo riusciti a venirne fuori. ''Non ci sono i giocatori, non c'è niente'', mi dicevano. Ma in Italia sono sempre nati i giocatori di calcio. Una delle poche cose che c'è sempre stata. Può capitare un momento senza fenomeni come Totti e Del Piero, ma i giocatori bravi ci sono sempre. Poi al mondo, oggi, ci sono solo due fenomeni: Ronaldo e Messi. Non ci sono più squadre inarrivabili. Forse la Francia è avanti a tutti perché è giovane e campione del mondo. Però le altre stanno ricostruendo. Non dobbiamo precluderci nessun obiettivo''.

GIOVANI  - ''E' da troppo tempo che non diamo spazio ai giocatori giovani: a che età hanno esordito Rivera, Totti e Del Piero? Continuiamo a prendere giocatori dall'estero che non valgono i nostri. Vorrei scegliessimo i più forti per migliorare le squadre e per insegnare agli italiani. In questi anni non abbiamo avuto campionissimi, quelli che vincono da soli, però abbiamo tanti talenti. Penso che nel nostro gioco si possa inserire qualche novità''.

UNDER 21  - ''Under 21? E' forte perché molti dei suoi giocatori giocano spesso in squadre di A. All'estero però i giocatori giocano anche nelle coppe europee, la differenza può essere quella...''

ZANIOLO - ''Zaniolo? Sta conoscendo una pressione eccessiva: hanno addirittura iniziato a paragonarlo a Totti che con lui non c'entra nulla. Lui è diverso. Poi gli è capitato tutto all'improvviso. Non aveva mai giocato in B, nemmeno in A. Il suo talento gli ha fatto fare il salto perciò è normale che abbia avuto un calo. Roma non è una città semplice dove giocare. Lui però ha qualità e in sei mesi è migliorato''.

BEARZOT - ''Riferimento? Bearzot, perché è stato l'allenatore che mi ha fatto debuttare in Nazionale e che quello che mi ha lasciato a casa. Uscii una notte e lui si arrabbiò tantissimo. Io non gli chiesi scusa, stupidamente, così come mi aveva convocato mi ha lasciato fuori. Ma sono molto legato a quella Nazionale, ero giovanissimo e Bearzot mi aveva inserito nella lista dei 40 per il Mondiale. Ero tifoso della Juve di Rossi, Tardelli, Zoff, Gentile, Cabrini. Tutti miti per me anche se giocavo con loro''.

ITALIA '82 - ''E' stata la Nazionale più forte che ho visto. Partita nello scetticismo abbiamo battute squadre come Argentina e Brasile, otre a Germania. Un Mondiale indimenticabile''.

TOTTI - ''Un giocatore del passato? Sceglierei Totti. Anche se non è semplici: ci sono giocatori incredibili, ma per come è la nostra squadra sceglierei lui per abilità tecniche e tattiche. La completerebbe''.

QUALITA'  - ''Qualità? Dovevamo mettere insieme velocemente una squadra che potesse capirsi subito. E la qualità aiuta a farlo. Ho visto le partite giocate prima del mio arrivo, con Di Biagio che fece giocare Verratti e Jorginho, mi piacque molto questo modo di giocare. Pensai potesse essere una soluzione trovando anche uno più fisico. Poi ho trovato Barella e Sensi, piccoli geometri anche loro. Si capiscono subito''. SERIE A POCO COMPETITIVA - ''Dovrebbero esserci due tre squadre in grado di competere in Serie A fino alla fine. Così può salire la qualità. Non sono le amichevoli che fanno i calciatori, ci vuole la pressione. Ogni partita è un miglioramento''.

INTER - ''Inter? Non so cosa abbia di pazzo, però è una squadra che può fare qualsiasi cosa. Può battere le più forti e perdere con le più deboli. Io ho avuto giocatori bravi, il compito era quello di metterli insieme. Conte? Penso possa fare bene, mi sembra che la società si stia assestando e vada nella direzione giusta. Non è semplice trovare giocatori che facciano fare il salto di qualità. E quelli li prendono Real Madrid, Barcelloa, Manchester United. Quelli che hanno capacità di spendere hanno fatturati incredibili. Peccato che gente come Hazard non sia in Italia''.

MANCHESTER CITY -
''Manchester? Esperienza importante. All'estero è importante andare. Anche in Turchia e in Russia. Il Manchester non vinceva da una vita e subiva umiliazioni dallo United. Aver ribaltato la storia è una soddisfazione enorme. Poi vincere all'estero è stato bellissimo. Stadi sempre pieni, in ogni partita nessuno che ti dica nulla. La gente vuole solo divertirsi. Comunque ti devi adattare alla loro cultura, ai modi di allenamento che sono diversi. Noi guardiamo di più alla atattica, loro giocano e si allenano nella stessa maniera. Si allenano a mille come se fosse ogni giorno la finale di Champions. Per quello hanno ritmi forsennati. Gli allenatori stranieri, però, hanno portato qualcosa al loro modo di fare calcio''.

TITE - ''Mi piacerebbe seguire Tite, allena il Brasile ed è considerato molto bravo, ha vinto molto. Per imparare qualcosa di diverso dalla nostra cultura lo seguirei per una settimana o due''.

CALCIO FEMMINILE - ''Sono migliorate molto. Quando hanno iniziato c'era un gap che oggi si è molto ridotto. Prima si allenavano due o tre volte alla settimana, ora possono farlo come principale impegno. Mi auguro sia sempre così. La nostra Italia ha un buon livello tattico, migliore di quello delle straniere e può riservare sorprese''.

EUROPEI - ''Dobbiamo fare punti per migliorare il ranking, abbiamo un anno di tempo. Poi possiamo trovare qualcuno che ancora non è venuto fuori, capita spesso prima di un Europeo o Mondiale. Sono contento per come i ragazzi si comportano. Bisogna divertirsi quando si gioca, perché solo così si può fare qualcosa di buono. Se sei infelice e nervoso è chiaro che non riesci a dare il massimo. Se poi rappresenti l'Italia devi provare gioia, emozione e onore. E' questo il sentimento che vedo nei miei giocatori''.

VINCERE - ''Club? Un po' mi è mancato nei mesi tra una partita e l'altra, ma essere il ct della Nazionale è prestigioso. Io voglio arrivare a vincere Europei e Mondiali. Non so se le altre Nazionali sono d'accordo ma questo è il nostro pensiero comune, anche perché non vinciamo gli Europei dal '68''.

VIALLI - ''Vialli? E' come un fratello. Non abbiamo parlato della sua malattia, lo sapevo ma lui non ne ha voluto parlare. Si scherzava su altre cose. Io ho rispettato la sua scelta e il suo dolore. Ora però l'ho visto bene è sempre stato un punto di riferimento per me. Quando eravamo giovani era più posato e ragionevole di me. L'ho sempre ammirato, non molla mai. Gli voglio bene e spero che vada tutto a posto''.