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Agli italiani piacciono le sceneggiate alla Higuain, nessuna 'ola' per Salvini
I nasi più fragili. E anche gli zigomi più friabili. E le nuche più molli e delicate. Per non dire delle guance, capaci di sfilacciarsi come seta. Tutto questo lo trovi in Serie A e dintorni. E' il calcio italiano, sono i calciatori italiani (o meglio quelli che giocano in Italia) ad avere i nasi più fragili, gli zigomi più friabili, le nuche più delicate e le guance più tenere d'Europa.

Il dato clinico si evince senza ombra di dubbio dal campo. Contate quante volte un calciatore di Serie A e dintorni si abbatte semi svenuto sul campo o si contorce negli spasmi di un dolore intollerabile. Gli hanno appena toccato una guancia delicata, un naso fragile, una nuca molle, uno zigomo friabile. E lui si abbatte in terra, occhio chiuso a mimare stato di incoscienza, immobilità al suolo a mimare grave e irresolubile danno fisico. Contate quante volte in Serie A e dintorni un contatto fisico, vagamente dalle parti della testa, determina l'abbattersi al suolo dolente. Come di manzo cui sia stata sparato chiodo nel cranio.

Contare quante volte succede in Italia e contate quante volte succede nella Liga o nella Premier o nel campionato tedesco o francese. In Italia, sui campi del calcio italiano, succede il triplo delle volte che altrove. Quindi il campo ci dice che ossa, muscoli, scheletri e cartilagini di quelli che giocano in Italia sono più deboli e vulnerabili.

E sapete di chi è la colpa? I colpevoli sono i genitori. No, non i genitori per il loro dna biologico. Sui campi italiani di calcio si sviene e si va in deliquio da contatto non per deficienza genetica mutuata dai genitori. La colpa dei genitori è altra. E' quella di un imprinting culturale che si stampa nella mente e non nelle ossa del calciatore made in Italy o che in Italia viene a giocare.

Fin da piccoli, fin dall'inizio, fin dai campetti e dai tornei di ragazzini e poi via via su fino alla Serie A in Italia si insegna e si pratica la simulazione. E, se non è proprio la simulazione, di sicuro è la sceneggiata. Sceneggiare un dolore insopportabile, che svanisce trenta secondi dopo. Sceneggiare un colpo altrui violento e villano, sceneggiarne gli effetti. Hai visto mai che l'arbitro ci crede e ci casca? Sceneggiare, fare qualunque cosa per fregare sia l'avversario che l'arbitro è molto apprezzato. Prima dai genitori quando giocano i loro bambini. Poi dai tifosi quando giocano i loro giocatori. Si dice sempre che il pesce puzza dalla testa, talvolta anche la coda e il corpo non scherzano. Una prova? Salvini, per una volta la pubblica opinione organizzata in tv, giornali e social, non gli ha fatto la ola. Ed è stato quando Salvini l'ha detta giusta su Higuain. Non ha detto solo Higuain ha sbagliato, questo son bravi tutti.

Salvini ha detto che se un Higuain fa così e gli si trovano delle attenuanti o spiegazioni al suo fare, allora qualunque ragazzino o giovanotto nelle migliaia di campetti e decine di migliaia di tornei si sentirà autorizzato ad imbruttire l'arbitro, mettergli paura, intimidirlo.
Ancora, Salvini ha detto non che Higuain aveva sbagliato, ha detto sarebbe stato sbagliato squalificarlo per poco. Per Higuain la squalifica Salvini la voleva lunga, molto lunga. Infatti hanno dato a Higuain due giornate di squalifica. E il Milan ha fatto anche ricorso!

Ecco, questa volta a Salvini non è stata fatta la consueta ola. Perché è andato contro cose che al calcio italiano giocato e tifato (e pure raccontato) in fondo sono care. La simulazione, la sceneggiata, il dar sulla voce all'arbitro nemico. Son cose di famiglia. Adesso sta a vedere che arriva un estraneo a dirmi che non mi posso buttar per terra tramortito se quello con due dita mi ha sfiorato il naso...sta a vedere che arriva qualcuno da fuori a impormi davvero di mancare all'obbligo di mandare a quel paese l'arbitro quando mi fischia contro...

Comunque questo week-end in campi di campionato non è semi svenuto nessuno tra atroci dolori. Perché...uffa, la Nazionale. Già, per molti è uffa la Nazionale che ci interrompe il campionato. Perché la Nazionale sempre più semina e raccoglie indifferenza? 

Nella classifica delle Nazionali l'Italia è.... diciottesima, diciannovesima, ventesima? Più o meno in una zona tra il Parma e il Cagliari oggi in classifica Serie A. Con tutto il rispetto e la passione per il Parma e il Cagliari, quanti sono i loro tifosi? Uffa, la Nazionale: eccolo, forse, un semplice perché. 
Mino Fuccillo

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