Il solito Leonardo. La conferenza del nuovo direttore dell'area tecnica direi che non ha portato notizie, ma conferme. Non ho mai nascosto, e tantomeno rinnegato, la mia scarsa opinione su Leonardo, ma gli ho sempre riconosciuto una importante conoscenza calcistica, una spiccata capacità dialettica e un'intelligenza sopra la media, soprattutto nel mondo del calcio. Tutte qualità che all'attuale Milan servivano come il pane, anche perché erano doti sconosciute al suo predecessore. Con l'arrivo dei vari Gandini, Galli, Braida ecc il management sarà completato e lo stesso Leonardo sarà avvantaggiato nel lavorare con le persone che l'hanno fatto diventare un dirigente apprezzato nell'ambiente, forse persino oltre i suoi reali meriti.

Per la prima volta dovrà però cimentarsi in un club senza possibilità economiche illimitate. Ovviamente non perché Elliott non abbia i fondi sufficienti, ma semplicemente perché l'obiettivo primario resta quello di rendere di nuovo sostenibile un bilancio azzoppato dal duo Fassone-Mirabelli, per poi rivendere il club alle migliori condizioni possibili. Chiariamolo subito, NON È VINCERE ciò che pretende Elliott. Chiaro che saremmo tutti contenti qualora accadesse, ma sarebbe un evento, esattamente come fu a Doha. Sciacquare via la fascia da capitano dal braccio di Bonucci è quindi un obbligo prima economico, oltre che tecnico e morale (negli ultimi giorni avete capito chi chiamavate "mio capitano”?). In quest'ottica di spese contingentate è chiaro che forse un allenatore top sarebbe funzionale per dare maggior valore a una rosa modesta. Ecco perché l'arrivo di Conte è più di una semplice idea, è forse la realizzazione di un sogno per chi sta sopra anche a Leonardo.


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