La sfida salvezza fra Lecce e Spal, per chi non tifa le due squadre, incuriosisce soprattutto per il debutto di Gigi Di Biagio su una panchina di Serie A dopo tanti anni di azzurro. L'allenatore testaccino, rispetto alle previsioni, offre una conferma e una sorpresa: c'è l'annunciato 4-3-3 ma Valoti prende il posto di Strefezza lì davanti. Il cambio di passo, tuttavia, sembra mentale più che tattico: la formazione biancazzurra scende in campo con ottima personalità, e all'inizio conduce le danze al "Via del mare", giostrando palla con una serenità non comune per una squadra ultima in classifica. Il Lecce sembra invece un gatto pigramente assopito sotto il bel sole che picchia sul Salento, e forse è paradossalmente la prima occasione pericolosa degli emiliani, capitata al 20' sui piedi di Di Francesco, a svegliarlo dal torpore. Bastano un paio di graffiate: al 29' Mancosu si divora il gol da ottima posizione, dieci minuti dopo Bonifazi tocca Majer mentre quest'ultimo è impegnato a scoccare il dardo davanti a Berisha. Calcio di rigore, che Mancosu trasforma. A qualche tifoso sarà sembrato di vivere un deja-vu: lo stesso Mancosu, nell'andata contro la Spal, di rigori ne aveva realizzati due.
 
Massimo risultato col minimo sforzo per il Lecce, e ai ferraresi non sembra affatto giusto. Tant'è che nella ripresa entrano in campo con un certo furore, e dopo solo un minuto riescono a strappare il pareggio: il solito Petagna insacca di testa su calcio d'angolo. A questo punto la formazione pugliese non può certo accontentarsi del pareggio, ma la Spal, forte anche di quanto costruito nel primo tempo, sente che l'idea di tornare a casa coi tre punti non è certo un'assurdità. La conseguenza è che la partita diventa divertente, aperta a qualsiasi risultato. La palla inizia a schizzare da un'area all’altra, e il jolly lo pesca il Lecce al 66': Mancosu trova Majer che incrocia con grande precisione. Si intuisce comunque che la partita è tutt'altro che chiusa, e lo sente anche Di Biagio, il quale cinque minuti dopo chiede alla classe del brasiliano Strefezza (esce Missiroli) di regalargli un secondo gol che tutto sommato sarebbe meritato. Lui ci prova al 77' ma Vigorito è un muro; a questo punto anche Liverani capisce l'antifona e inserisce il difensore Paz per il fantasista Mancosu.

È un indizio di quanto segue nel quarto d’ora successivo: Spal in avanti con la forza della disperazione, aiutato anche (dall'86') dal peso specifico di Floccari, e Lecce guardingo per usare un eufemismo. Il fortino regge, e quando all'89' Di Francesco manda a lato una spettacolare rovesciata eseguita dal centro dell'area Di Biagio capisce che no, non è proprio giornata. Ma non tornerà a Ferrara troppo corrucciato, l'ex tecnico della Nazionale Under 21, nonostante il provvisorio -8 dalla quartultima: la sua cura già dopo una settimana ha dato i primissimi effetti, si è vista una squadra tenace e con scampoli di qualità. La traversata nel deserto sarà lunga, e affrontare la Juve sabato è uno scherzetto mica da ridere messo lì dal calendario, ma guai a perdere la speranza. Lo insegna il Lecce, l'altroieri quasi spacciato, oggi squadra cinica, mina vagante in classifica, 6 punti sopra la linea della morte, e formazioni come Fiorentina, Samp e Torino iniziano a tremare sul serio...

IL TABELLINO

Lecce-Spal 2-1 (primo tempo 1-0)
 

Marcatori: 41’ Mancosu rig. (L), 2’ s.t. Petagna (S), 20’ s.t. Majer (L)
 
Assist: 2’ s.t. Valdifiori (S), 20’ s.t. Mancosu (L)
 
Lecce (4-3-2-1): Vigorito; Donati, Lucioni, Rossettini, Calderoni (39’ s.t. Dell’Orco); Majer, Deiola, Barak; Falco (34’ p.t. Shakhov), Mancosu (34’ s.t. Paz); Lapadula. All. Liverani
 
Spal (4-3-3): Berisha; Cionek, Bonifazi, Zukanovic, Reca; Missiroli (26’ s.t. Strefezza), Valdifiori, Castro (41’ s.t. Floccari); Di Francesco, Petagna, Valoti. All. Di Biagio
 
Arbitro: Guida di Torre Annunziata
 
Ammoniti: 16’ p.t. Majer (L), 20’ p.t. Di Francesco (S), 40’ p.t. Bonifazi (S), 42’ p.t. Deiola (L), 45’ p.t. Calderoni (L), 16’ s.t. Valdifiori (S), 16’ s.t. Lapadula (L), 48’ s.t. Barak (L)