Quindici mesi dopo è arrivata la giustizia ordinaria. Era il gennaio del 2018 quando noi di Calciomercato.com, in totale solitudine, sollevavamo la questione delle plusvalenze gemelle e incrociate fra società di calcio e chiedevamo se fosse cosa normale. In quel momento il nostro focus era sugli scambi fra Chievo e Cesena, cui sono stati dedicati due articoli nel giro di pochi giorni (LEGGI QUI e LEGGI QUI). Ma con l'andare delle settimane la nostra attenzione si è proiettata su altre società, protagoniste dei medesimi intrecci in termini di scambio di calciatori e valori finanziari da cui deriva ossigeno per i bilanci annuali. La salute di questi ultimi, è bene ricordarlo, è determinante per garantire l'iscrizione ai campionati nazionali. E adesso che, a aprile 2019, arriva la notizia delle indagini svolte sulla vicenda dal Tribunale di Forlì, sentiamo di dover dire alcune cose.

La prima cosa riprende la menzionata questione della solitudine. Quando abbiamo deciso di affrontare il dossier e approfondire la lettura dei bilanci delle società di calcio, abbiamo avuto un solo compagno di viaggio: Striscia la Notizia, che grazie agli eccellenti servizi realizzati da Moreno Morello ha raccolto testimonianze decisive e dato all'inchiesta un impatto mediatico altrimenti irraggiungibile. Il resto del mondo italiano dell'informazione, sportiva e non, per lunghi mesi ha snobbato beatamente la vicenda. Qualcuno è arrivato a dirci: “Magari se arriva a occuparsene la Procura Federale, allora forse...”. Sicché, quando si è saputo che la Procura Federale se ne stava occupando (eccome), tutti si sono accorti che esisteva una vicenda della quale qualcuno parlava da mesi. E l'hanno trattata come vicenda singola, mentre noi di Calciomercato.com parlavamo dell'esistenza di un problema di sistema, e allargavamo il raggio d'analisi all'infernale meccanismo di “compra e recompra”. E adesso che anche altri sono arrivati a scoprire l'esistenza di una minaccia sistemica delle plusvalenze, noi ci stiamo già occupando d'altro. Di cosa? Pazientate un po' e lo saprete. La seconda cosa da dire riguarda il giudizio sullo svolgimento del procedimento in sede di Giustizia Sportiva e sui suoi esiti. Quanto al procedimento, non è stato per niente edificante. Tra cavilli regolamentari e interpretativi, richieste di audizione arrivate in ritardo, e certificati medici arrivati al momento giusto. L'esito che si è tradotto nella penalizzazione di 3 punti per il Chievo (intanto che 15 ne venivano inflitti sul cadavere del Cesena) è stato a nostro giudizio molto mite. Opinione personale, ovviamente. Ma al di là della congruità della sanzione e dei tanti ostacoli affrontati dal procedimento, esso ha lasciato in eredità un punto fermo: da qui in avanti, con le plusvalenze, non si scherza più. Qualcuno dirà che sia facile prendersela col Chievo, e che punire la società veronese sia segno d'iniquità se si pensa a quante altre società l'abbiano scampata in precedenza. Rispondiamo che l'essere piccoli non può essere un salvacondotto allo stesso modo in cui non lo è l'essere grandi e intoccabili, e che prima o poi bisognava pur mettere un “punto e basta” a pratiche verso le quali s'era mostrata troppa indulgenza. Da qui in poi, chi avesse la tentazione, sappia che non se la caverà con una multa.

Terza e ultima cosa, rivolta a chi in queste ore ci chiede se siamo soddisfatti delle notizie giunte da Forlì. Rispondiamo che siamo soddisfatti del lavoro che abbiamo svolto, e che lo siamo dal 24 gennaio di un anno fa, data di pubblicazione del primo articolo. La nostra soddisfazione sta nell'avere fatto il nostro mestiere di giornalisti. Quando abbiamo illustrato la stranezza degli scambi fra Chievo e Cesena, e le relative plusvalenze, non lo abbiamo fatto perché auspicassimo l'intervento della giustizia sportiva e di quella ordinaria. Il compito dei giornalisti è analizzare e informare su fatti che si ritiene siano d'interesse pubblico. Non è compito dei giornalisti fare delazioni. Noi di Calciomercato.com continueremo ad agire in questo modo, che ci ha fatto guadagnare stima e credibilità in ambito nazionale e in ambito internazionale. Quanto ai procedimenti, faranno il loro corso come è giusto che sia. E noi informeremo sugli esiti. Non per soddisfazione, ma perché è il nostro lavoro.