A Roma si direbbe che Petrachi ha sbroccato. Uno sfogo senza limiti quello del direttore sportivo giallorosso contro l'operato dell'arbitro Massa nella partita col Cagliari e contro i direttori di gara che lo avevano preceduto nelle sfide con Bologna e Lecce. Un'uscita a vuoto, sbagliata nei toni e nei contenuti, perché il fallo di Kalinic su Pisacane è grande come una casa e il richiamo al gioco maschio, alla maggiore tolleranza del calcio inglese non c'entra un bel niente con quello che indica il regolamento. Se la Premier League è davvero un modello di riferimento, forse è il caso che Petrachi attinga a piene mani quando si tratta di commentare l'esito delle partite senza attaccarsi sistematicamente agli episodi (vizio tipico di casa nostra) e di farlo senza mancare di rispetto alle persone.

PAROLE INACCETTABILI - Un fiume in piena che non ha conosciuto ostacoli e che non si è fermato nemmeno quando l'adrenalina e la tranche agonistica avrebbero dovuto lasciare spazio a maggiore lucidità: si è partiti da un'analisi dura, severa e opinabile degli episodi, ma presto si è passati a qualcosa di molto meno accettabile: “Oggi c’è stato un arbitraggio ostile e ci sono state sviste clamorose. Credo che annullare un gol del genere al 90’ è la rovina, fra virgolette, del calcio. Massa è stato costantemente arrogante e presuntuoso e ha gestito la partita a suo piacimento”. Il giudizio sull'operato di un arbitro è normale, ci sta, quello sulla persona non dovrebbe competere a un tesserato di una qualsiasi società, tanto più a un rappresentante di un club importante come la Roma. Che probabilmente ha pensato bene di mettersi sullo stesso piano del tifoso medio di una piazza tradizionalmente calda e umorale, ma che merita spiegazioni più esaurienti e costruttive se la squadra ha lasciato ancora una volta per strada punti molto preziosi nella corsa per i piazzamenti Champions League. DA CHE PULPITO - Un dirigente, Petrachi, che in questo momento ha anche altre questioni alle quali pensare. A Torino non hanno gradito, per usare un eufemismo, quella sua uscita in una delle ultime conferenze stampa da Trigoria nelle quali ha ammesso indirettamente di essere già un collaboratore della Roma quando il suo rapporto di lavoro con i granata non si era ancora esaurito. Una vicenda finita sotto la lente di ingrandimento della FIGC e che potrebbe portare a una sanzione nei confronti del ds capitolino. Se tutto ciò fosse provato, Petrachi non ne uscirebbe bene, soprattutto a livello di immagine. Per dirla in breve, non proprio la posizione migliore nella quale permettersi di giudicare “arrogante e presuntuoso” un arbitro che ha applicato alla lettera le regole. Che quelle sono e valgono allo stesso modo, in Italia come in Premier League.