Il Verona continua a giocare bene ma a raccogliere meno di quanto merita. La conferma è arrivata contro l'Udinese, dopo che nelle sfide con Milan e Juventus la squadra di Juric era uscita dal campo sconfitta (solo su rigore) ma a fronte di prestazioni sempre convincenti. I rimpianti sono tanti. La vittoria è sfumata per la bravura del portiere dei friulani, quel Musso che ha respinto sulla traversa un colpo di testa di Stepinski (paratona da vedere e rivedere) e ha sempre sbrogliato le situazioni complicate (i tiri di Verre e Lazovic) in area dell'Udinese. Tudor tira un sospiro di sollievo, perché alla fine il punticino interrompe la striscia negativa delle tre sconfitte consecutive e riconsegna un po' di fiducia ad una squadra che però continua a manifestare limiti congeniti.

Se nel primo tempo l'Udinese - giocando a ritmi bassi - era riuscita a darsi un equilibrio, nella ripresa sono saltati i tappi e il collegamento tra i reparti è andato in tilt. Ne ha approfittato il Verona, trascinato dagli "strappi" del marocchino Amrabat, dal dinamismo di Faraoni e dagli inserimenti di Lazovic e Verre. E' stata una partita fisica, spigolosa, dura ma non eccessivamente cattiva; giocata con i muscoli proprio perché - da una parte e dall’altra - non c'è molta qualità. Quando il Verona ha alzato il baricentro - dopo un primo tempo attendista - l'Udinese è crollata anche dal punto di vista fisico.

Senza De Paul la squadra perde il serbatoio di fantasia e pericolosità negli ultimi trenta metri, Tudor schiera Barak alle spalle di Lasagna in un 3-5-1-1 piuttosto didascalico. La gara comincia al rilento, come se ci fosse troppa paura di perdere per provare veramente a vincere. E' proprio Barak a provarci nel primo tempo, con due tiri che impegnano Silvestri (bravo anche a bloccare una conclusione proprio di Lasagna). Il Verona protesta per un contatto Becao-Zaccagni, ma dopo un check (con l’auricolare) Chiffi lascia correre. Nel finale Lasagna - da solo nell’area piccola - spreca malamente un’occasione d’oro. Si va all’intervallo con la certezza che sia stata l’Udinese a provare con più determinazione a vincere.

Nella ripresa - come detto - cambia tutto. Il Verona attacca a testa bassa e costringe l'Udinese ad alzare il muro. C'è una differenza di ritmo notevole, le due squadre procedono a marce diverse. E' Amrabat a suonare la carica. Tudor si accorge che i suoi sono stanchi, toglie Lasagna, Barak, Sema e inserisce Okaka, Wallace e Opoku. Più centimetri, ma cambia poco. L'Udinese soffre e ringrazia Musso, il Verona alla fine - dopo tanto spingere e ben dieci conclusioni verso la porta avversaria - molla. Finisce pari, ma la sfida tra tecnici croati ai punti l'ha vinta Juric.


IL TABELLINO

Hellas Verona-Udinese 0-0

Hellas Verona (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Dawidowicz, Gunter; Faraoni, Amrabat, Miguel Veloso, Lazovic (37' s.t. Vitale); Zaccagni (16' s.t. Verre), Pessina; Di Carmine (29' p.t. Stepinski). All. Juric.

Udinese (3-5-1-1): Musso; Rodrigo Becao, Troost-Ekong, Samir; Stryger Larsen, Mandragora, Jajalo, Fofana, Sema (32' s.t. Opoku); Barak (25' s.t. Walace); Lasagna (20' s.t. Okaka). All. Tudor.

Arbitro: Chiffi

Ammoniti: 42' p.t. Stryger Larsen (U), 15' s.t. Jajalo (U), 37' s.t. Walace (U)