Se in polacco ‘bomber’ significa ‘pistolero, uno che spara’, chissà se Piatek nella sua lingua d’origine vuol dire ‘affare’. Arrivato al Genoa da Cracovia per 5 milioni, in cinque partite tra Coppa Italia e Serie A, Piatek (si legge Piontek) ha segnato 9 reti. Già. Sorpresi?

In Ekstraklasa, negli ultimi due anni, ha collezionato 32 gol in 63 partite: nel 2016/17 ne ha fatti 11 in 27 presenze, nel 2017/18 21 in 36. Una crescita di rendimento che trova conferma in questo inizio di campionato comunque strepitoso, in virtù del quale si è guadagnato il primo posto provvisorio nella classifica marcatori con 5 gol. O classifica ‘pistoleri’, se preferite.

Biglietto da visita: la quaterna in Coppa rifilata al Lecce in 37 minuti sabato 11 agosto, al Luigi Ferraris.
Modelli: Kane e Lewandowski.         
 
NEL 3-4-1-2 DI BALLARDINI – Nel Genoa undicesimo (6 punti e una partita in meno) di Ballardini, Piatek è stato schierato di preferenza nel tandem davanti, supportato dal trequartista Pandev e in coppia col giovane Kouamé. Un reparto d’attacco provato già contro il Lecce, nella prima uscita ufficiale. Si tratta di un 3-4-1-2 dovuto anche all’assenza di Sandro, registra centrale che permetterebbe a Ballardini di tornare, ad esempio, al più solido 3-5-2 dell’anno scorso (modulo rivisitato già contro la Lazio, con Medeiros seconda punta e lo stesso Piatek centravanti). Ma il Genoa, affermava a inizio stagione il tecnico di Ravenna, “è costruito per giocare alternativamente con il 3-5-2 e il 3-4-2-1”, dunque è stato solo in corso d’opera e forse proprio per assecondare l’esplosione del polacco che Ballardini ha rovesciato il triangolo d’attacco (il 2-1 in 1-2). Qui sotto uno splendido taglio di Piatek, in uno dei quattro gol contro il Lecce. Azione figlia di un modulo preciso, con le due punte aperte, inizialmente, ad allargare le maglie di una difesa comunque troppo alta e mal posizionata. 



Resta ancora da capire se sarà possibile una vera convivenza tra Favilli e Piatek dal primo minuto, o se i due sono sentiti da Ballardini come alternative l’uno dell’altro. E’ chiaro infatti che la presenza della giovane boa italiana orienta il Genoa verso un 3-4-2-1, con Piatek mezzapunta, anche se non è da escludere l’impiego massiccio di entrambi in un tandem (sia in un 3-4-1-2 che in un 3-5-2). Dipenderà da partita a partita.   
 
UN 5-3 INUTILE MA INTERESSANTE - Anche da questo punto di vista è interessante il secondo gol segnato da Piatek in Sassuolo-Genoa, la rete inutile del 5-3. Favilli, entrato nella ripresa, viene pescato in profondità da una verticalizzazione di Criscito sulla sinistra. In area si lancia Piatek, con un vantaggio significativo su Ferrari.
 


A parte l’intesa tra i due (gli attaccanti sanno come servire bene gli attaccanti), vale la pena di sottolineare la giocata individuale del polacco, ancora senza palla. Il Sassuolo giocava a tre dietro in quella partita: Lemos, Magnani e Ferrari. Ed ecco che fa Piatek in netta inferiorità numerica, mentre la difesa neroverde si risistema sul controllo di Favilli, recuperando il ritardo sul polacco. Frena e si stacca. 



Questa scelta gli consente di riguadagnarsi un vantaggio sul proprio marcatore (Ferrari). Un vantaggio inverso rispetto a quello precedente, lo spazio/tempo non più per impattarla in corsa di prima ma per controllarla e seccare a due tocchi Consigli, con violenza. Al di là della complicità del trio neroverde, questo è sapersi smarcare.  


IL GENOA E I CALCI PIAZZATI – C’è poi un dato negativo dell’anno scorso che Piatek ha cercato subito di raddrizzare, già dalla prima gara ufficiale. Il Genoa nel 17/18 è stata la squadra che ha segnato meno gol da calcio piazzato, soltanto 6. E il polacco giustamente si è presentato contro il Lecce sparando in rete di testa una punizione e un corner. Non essendo altissimo (1,83), la sua pericolosità nel gioco aereo si deve principalmente al grande tempismo e all’esplosività. Doti fondamentali per un bomber.  



L’ INTELLIGENZA DI PIATEK - Detto questo, dei 9 gol segnati finora da Piatek in Italia, i 3 di testa sono arrivati tutti col Lecce, in Coppa. In campionato ha segnato due volte su cross (uno alto, uno basso), ma sempre di piede: di prima contro l’Empoli, dopo un controllo nel gol descritto sopra col Sassuolo. Ancora a Reggio Emilia ha segnato la sua unica rete di sinistro, un diagonale in area dopo aver vinto un rimpallo. Anche con la Lazio ha sfruttato un rimpallo prima di freddare Strakosha, una svirgolata di Acerbi: stavolta più fortuna che determinazione. Per concludere la rassegna, va ricordato oltre al gol in taglio già visto contro il Lecce, lo splendido piazzato dal limite alla quarta di campionato, la rete della vittoria col Bologna, al Ferraris.



L’intelligenza di Piatek emerge proprio da una costatazione semplice: il polacco sa far gol in tanti modi, e soprattutto (criterio infallibile) sa quando alternare la botta al tiro di precisione. Sembra un attaccante molto completo. Del resto lui stesso, fatte le debite proporzioni, dice di assomigliare a Harry Kane.