Antonio Conte non si nasconde e lancia la sua Inter: la Juve è lì e possiamo andare a prenderla, anche se per riuscirci dovremo fare qualcosa di straordinario. Ad Appiano Gentile è cambiata la musica, il direttore d’orchestra recita un nuovo spartito pieno di frasi dolcissime per i tifosi nerazzurri. Niente più alibi, né per lui né per i calciatori: “mi creo da solo le pressioni perché ne ho bisogno”, quasi come fosse ossigeno nei polmoni, perché Conte sembra fabbricato per vivere in apnea, respira dove altri soffocherebbero. Come un sommergibile, un B/Viper per cogliere di sorpresa l’armata bianconera, da anni padrona assoluta del campionato italiano.

LA DOTTRINA CONTE - Vincere al primo colpo è la specialità della casa, a Conte è riuscito alla Juventus e al Chelsea e per questo sa bene che quando un club si affida a lui lo fa anche in base al suo curriculum da vincente immediato. Il tecnico salentino non si tira indietro, anzi, evidenzia anche questo concetto come nessuno aveva mai fatto prima di lui e ripete il pensiero come un mantra: “Per fare qualcosa di straordinario dovremo lavorare meglio degli altri”. Chiara esposizione delle sue ambizioni, perfetta mappa del percorso che intende intraprendere, difficile ma non impossibile. Perché il termine “miracolo” è stato per la prima volta sostituito da altri termini come “lavoro” e “sacrificio”, dato che Conte allena, ma soprattutto indottrina. Abitua a pensare da vincente. SCUDETTO, SI PUO' - Un cambiamento sostanziale visto che Negli ultimi anni Appiano Gentile era sembrata Hogwarts e che, da quelle parti, lo scudetto era diventato “tu sai chi” o meglio “tu sai che”. L’innominabile. Un po’ come Voldemort nella saga di J. K. Rowling. Conte ha rotto le paure caricandosi di responsabilità e ponendosi come primo della fila a tirare il gruppo, adesso in casa Inter si può parlare di scudetto, a patto che questa parola venga sempre associata a lavoro e sacrificio. Sembra poco, in realtà, visti gli anni di vacche magre, in casa Inter segna un cambiamento che in molti attendevano da tempo.