L'Uruguay è un paese straordinario. Con una popolazione numericamente inferiore a quella della Toscana, è diventato una potenza del calcio mondiale e un eccellente vivaio di talenti. È anche la Svizzera del Sudamerica, ma questo ci interessa relativamente. Piuttosto deve riguardarci l'amore mostrato dalla Fiorentina, negli anni recenti, per i calciatori provenienti da Montevideo e dintorni.

Un caso su tutti: Jaime Báez. Definito "un attaccante di prospettiva" nella relazione sul bilancio dell'ACF Fiorentina chiuso il 31 dicembre 2015. Peccato che, acquisito pochi mesi prima e messo sotto contratto fino al 30 giugno 2020 (!), il giocatore sia già altrove. In prestito al Livorno, Serie B. Con la squadra viola Báez ha collezionato 2 panchine in A e 4 presenze con la Primavera. In compenso, col club amaranto retrocede in Lega Pro. Score dell'uruguayano a Livorno: 13 partite e 0 gol. Né va meglio nel resto dell'avventura italiana, spesa ancora in Serie B. Nel 2016-17, a La Spezia, colleziona 21 spezzoni di partita e l'unico gol da quando è nel nostro Paese. Il gol di Báez alla Ternana, come il Gronchi rosa. La scorsa stagione è al Pescara, e  colleziona 14 spezzoni in 42 giornate. Adesso l'uruguayano è tornato Firenze, in attesa del prossimo prestito. Gran prospettiva.

Raccontata così, quella di Báez sembra soltanto la storia di un cattivo affare di calciomercato. Invece è una fra le tappe della rotta uruguyana battuta di recente dalla società viola. La sua acquisizione è costata 2,85 milioni di euro: 2,3 milioni per rilevarlo dall'Atlético Juventud de Las Piedras. più 550 mila euro sborsati alla voce “compenso agenti”. A beneficiare di tanta generosità è il team messo su da Alessandro Lucci e dal socio uruguayano Pablo Boselli. Per la coppia Lucci-Boselli, l’affare Báez non è il solo realizzato sulla rotta Uruguay-Fiorentina. Appartiene alla loro scuderia un altro fantasma viola: Andrés Schetino. Che a gennaio 2016 viene spedito in prestito a Livorno insieme a Báez. Devono proprio volere bene al club labronico, in viale Fanti. Costato 1,5 milioni per l’acquisizione, Schetino è stato poi mandato in prestito al Siviglia B e all’Esbjerg in Danimarca, senza lasciare traccia. La Fiorentina l’ha preso dal Fénix. Un club che nell’agosto del 2012 venne messo nella lista nera delle società calcistiche indicate come “paradisi fiscali sportivi” dall’agenzia delle entrate argentina (AFIP). Della lista facevano parte club uruguayani e cileni, specializzati nel meccanismo delle “triangolazioni”. Quello che permette a club cessionari e agenti di eludere il severo fisco argentino facendo transitare da un club estero i giocatori. Il Fenix finì nella lista anche a causa del trasferimento di Facundo Roncaglia alla Fiorentina. Il difensore sarebbe potuto giungere a Firenze a zero euro, essendo in scadenza di contratto col Boca a giugno 2012. Invece, riferisce il bilancio 2012, la Fiorentina accettò di pagare 1,1 milioni di euro al Fénix, club a cui Roncaglia si legò dietro pressioni dell’agente argentino Claudio Curti, più 600 mila euro d’intermediazione. Tornando a Schetino, e al duo Lucci-Boselli, anche in questo caso viene versata una generosa intermediazione: 450 mila euro. Ma la commissione monstre percepita dai due agenti è quella relativa a Matias Vecino, che almeno fra tutti i calciatori qui nominati è il solo degno di nota: 994.800 euro.
Quelli descritti fin qui sono tutti trasferimenti realizzati sotto la gestione Pradé-Macia. Ma la musica non cambia sotto la gestione Corvino-Freitas. Nell'estate 2016 i due firmano una tripletta uruguayana: Maxi Olivera dal Peňarol, Sebastián Cristoforo dal Siviglia e Hernán Toledo, argentino proveniente dal Deportivo Maldonado, club uruguayano controllato da fondi d’investimento. I primi due, gestiti da Paco Casal e dal suo braccio destro Daniel Delgado, arrivano in prestito oneroso con obbligo di riscatto in caso di salvezza (!) al termine della stagione 2016-17. Quanto costa l’intera operazione? Per Olivera sono 1,5 milioni di prestito più 3,3 milioni di riscatto. Per Cristoforo sono 500 mila euro di prestito più 2,5 milioni di riscatto. Fanno 7,8 milioni di euro, cui vanno aggiunti 642 mila euro di commissioni (321 mila ciascuno). Totale: 8,442 milioni di euro per due calciatori deprimenti. Non meno costoso Hernan Toledo, quello che Andrea Della Valle definisce “non una scommessa ma un colpo del direttore”, cioè di Pantaleo Corvino. Per il suo prestito biennale (dati del bilancio 2016) la Fiorentina impegna 1,5 milioni. Il ragazzo dopo sei mesi viene rispedito al Maldonado. Nella scorsa stagione Toledo ha giocato col Las Palmas nella Liga Spagnola, e sul campo si è guadagnato una retrocessione in Segunda. La Fiorentina avrebbe potuto riscattarlo a 30 milioni. Ha preferito goderselo qualche mese per la modica cifra di 344.852 euro (dato prelevato ancora dal bilancio 2016), più un altro mezzo milione che stando al bilancio chiuso il 31 dicembre 2017 risulta alla voce “debiti per intermediazioni giocatori”. Del resto, Toledo era un grande colpo del direttore. Alla nuca, e a bruciapelo.

@pippoevai

(Il pezzo di Pippo Russo è stato pubblicato questa mattina anche da Repubblica Firenze