Domani sera Rodrigo De Paul sarà in campo a San Siro. I colori che indosserà saranno quelli che lo accompagnano dall’estate del 2016, il bianconero dell’Udinese. La sfida è di quelle eccellenti, contro l’Inter di Antonio Conte. Che poteva essere anche sua. 

LA RICHIESTA DI SPALLETTI - Proprio così. Numerosi i contatti tra Ausilio e l’agente del trequartista, Agustin Jimenez, soprattutto nello scorso mese di gennaio, quando l’affare sembrava vicino alla conclusione. De Paul piaceva, e molto, a Luciano Spalletti, che lo aveva esplicitamente richiesto come rinforzo per la sua Inter. L’ex tecnico nerazzurro ne apprezzava la duttilità tattica, la qualità nella rifinitura e nella conclusione dell’azione. L’argentino gradiva, eccome, la destinazione, il suo profilo era stato avallato dalla società, anche per il prezzo non eccessivo (tra 30 e 35 milioni). A gennaio però non se ne è fatto più niente, e a giugno sulla panchina dell’Inter c’era un nuovo condottiero. LA SCELTA DI CONTE - Sliding doors, opportunità che sfumano per dettagli o coincidenze. Conte ha valutato De Paul, pesando pro e contro di un suo possibile ingaggio, ma alla fine ha scelto Stefano Sensi. Il motivo è presto detto: il tecnico salentino non vedeva bene l’argentino come mezzala, nel 3-5-2 che a inizio luglio già aveva deciso di riproporre all’Inter. Più malleabile, da modellare a seconda delle esigenze Sensi. Meno De Paul, seguito poi da Milan, Atletico Madrid e Fiorentina, ma restato infine all’Udinese, almeno fino a gennaio. Non si vive di rimpianti, ma domani il 24enne potrebbe avere una carica extra, una spinta in più per far sorgere un dubbio: "Avete fatto la scelta giusta a non prendermi?".