"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".

La cura Canà ha funzionato. Per il gol. Non per la nostalgia sarriana che ha influenzato Gonzalo Higuain. Gennaro Gattuso pensava di aver trovato la chiave giusta per sbloccare il suo numero 9, quasi convinto che un gol potesse allontanare le sirene di mercato. E invece... No, il Pipita ha deciso di fare le valigie e andare, la voglia di ritrovare un antico maestro in quel di Londra ha fatto la differenza. Fa niente se c'era una finale da disputare contro chi lo ha abbandonato in estate e annebbiato a novembre, fa niente se i tifosi del Milan avevano riposto in lui le poche speranze di vittoria, fa niente se l'allenatore ha fatto di tutto per proteggerlo: meglio andare via. 

LE COCCOLE DI SARRI - A Napoli è ancora un 'cuore 'ngrato', a Milano è quello che ha tradito la fiducia di tutti: il riscatto estivo era da guadagnare insieme alla qualificazione Champions. Troppo difficile? Troppo complicato? Meglio le coccole di Sarri, in una squadra che deve comunque salvaguardare il quarto posto, che quelle di Gattuso, in un club che deve rincorrerlo il posto in Europa. Talento infinito, come la fame di gol; spalle troppo piccole, però, per essere trascinatore. 

COME SPERONI - Gattuso sognava un Aristotelese bis: i gol del Pipita per raggiungere la Champions. E invece no, si è rivelato uno Speroni qualsiasi, quello che non capiva il 5-5-5, che andava con la moglie del presidente e giocava contro i compagni: il capitano, simbolo della Longobarda, vero antagonista ne L'allenatore nel pallone, che mai ha legato con Canà. Ecco, Higuain non è andato oltre a un mal di gol invernale, agli allenamenti si è sempre impegnato e in campo ha provato a dare tutto, ma ha 'flirtato' con Sarri e il Chelsea nel mercato, tradendo la fiducia dei tifosi del Milan e di Gattuso, quasi costretto a metterlo in panchina nella sfida contro la Juve di ieri. Lui, proprio lui, quel Rino che sognava Aristoteles. E invece...



@AngeTaglieri88