Quando il gioco si fa duro, le gambe tremano e i nodi vengono al pettine. L'Inter si conferma una squadra fragile sotto tutti i punti di vista: fisico, tecnico-tattico e soprattutto mentale. L'eliminazione dall'Europa League contro l'Eintracht Francoforte era prevedibile vista la situazione di emergenza con ben 10 assenze: Asamoah e Lautaro Martinez squalificati, Miranda e Nainggolan infortunati come Vrsaljko, escluso dalla lista Uefa al pari di Dalbert, Gagliardini e Joao Mario senza dimenticare il caso Icardi

Insomma si poteva perdere e infatti così è stato, ma c'è modo e modo. Di solito davanti alle difficoltà le squadre si compattano e danno tutto, tirando fuori orgoglio, cuore, carattere, attributi. Invece ieri sera i nerazzurri sono scesi in campo molli, con paura e senza mordente. Non dando mai l'impressione di poter essere pericolosi davanti e dando sempre quella di poter prendere gol da un momento all'altro. Alla fine è quasi un miracolo che, grazie alle parate di Handanovic, la sconfitta sia solo di misura. 

Sotto l'aspetto della voglia, tanto per cambiare il migliore è Politano e il peggiore Perisic. De Vrij spalanca la via del gol a Jovic commettendo un errore da dilettante nella stessa zona del campo in cui Asamoah aveva perso palla dando il là all'azione del vantaggio del PSV Eindohven lo scorso dicembre in Champions League. Fatta eccezione per le sfide con due squadre materasso come Benevento e Rapid Vienna, in questa stagione l'Inter non è mai riuscita a segnare per prima nelle coppe. 


Prima di queste ultime due eliminazioni, sempre a San Siro ne erano già arrivate altre otto (come le stagioni di fila da zero titoli) a partire dal 2012. Quando la vittoria per 2-1 sul Marsiglia non basta per passare il turno in Champions. L'anno dopo la storia si ripete col Tottenham (battuto 4-1 con una rimonta vanificata ai supplementari) in Europa League, stessa competizione da cui l'Inter esce nel 2015 perdendo 2-1 in casa col Wolfsburg. A queste cinque eliminazioni se ne aggiungono altrettante in Coppa Italia: 2-3 con la Roma nel 2013, ko ai rigori con la Juve dopo aver rimontato lo 0-3 dell'andata a Torino nel 2016 e due sconfitte con la Lazio (1-2 a gennaio 2017 e l'ultima di quest'anno ai rigori) intervallate dal derby perso 1-0 ai supplementari col Milan a dicembre 2017. 

Sono lontani i tempi del Triplete, quando l'Inter si esaltava sotto pressione contro le squadre più forti d'Europa buttando fuori dalla Champions i campioni d'Inghilterra (Chelsea), Spagna (Barcellona) e Germania (Bayern). La nota positiva è l'esordio di Sebastiano Esposito (classe 2002): il più giovane debuttante in competizioni europee con la maglia nerazzurra a 16 anni e 255 giorni. Per riuscire a tornare nell'Europa di Serie A arrivando tra le prime quattro in classifica, ora i nerazzurri devono riconquistare San Siro. Dove i prossimi cinque impegni in campionato sono contro Milan, Lazio, Atalanta, Roma e Juventus... AIUTO! Come ha detto lo Zio Bergomi a fine telecronaca su Sky pensando di essere già fuorionda: "Che palle, ragazzi"