C'è una base operativa della Juve a Londra. Che lavora senza sosta. C'è un uomo Juve in pianta stabile nella capitale inglese ormai da diverso tempo, per lavorare molto attorno alla figura del prossimo allenatore: c'è ancora parecchio fumo di Londra da diradare, non è detto che sia necessariamente in arrivo dalla Premier l'erede di Max Allegri, ma molti indizi portano lì. Nella base londinese però si lavora, molto, anche per quel che riguarda il campo e non soltanto la panchina. Oggi Fabio Paratici era a Torino per partecipare ad un cda particolarmente delicato, ma solo dopo aver vissuto due giorni proprio a Londra al fianco di uno dei suoi uomini di fiducia. Con un obiettivo principale per il quale lavorare: Paul Pogba. LA SITUAZIONE – Indipendentemente da chi sarà il prossimo allenatore, il centrocampo della Juve avrà bisogno di forze fresche. C'è già Aaron Ramsey, mica poco specialmente considerando lo zero alla voce cartellino. Si segue però almeno un altro profilo top, che possa dare fisicità e qualità alla mediana, che possa dare tanto soprattutto in termini di gol e assist, ma anche di immagine. Un identikit che si sposa alla perfezione anche con Sergej Milinkovic Savic, sempre nel mirino della Juve: il problema non è il sì del giocatore, consolidato ormai da un anno o due, quanto la resistenza di Claudio Lotito. E parallelamente si lavora a Londra, appunto. Perché Pogba è effettivamente arrivato alla rottura con il Manchester United dopo tre anni controversi: il club ha fatto vincere lui nella faida con José Mourinho, sei mesi dopo nemmeno questo sembra bastare per convincere il francese a restare. La Juve quindi ci prova, sa della complessità di un'operazione come questa, il rosso a bilancio non aiuta ma per Pogba (e forse solo per Pogba) anche un extra budget potrebbe essere approvato sulla scia dell'affare CR7, che resta pur sempre un grande affare. La concorrenza è spietata, Real Madrid su tutti. Ma la Juve ci prova, ci prova per davvero. È Pogba il sogno pronto a trasformarsi in realtà, è Pogba l'uomo su cui provare a far leva tra sentimenti e ambizioni. I conti in un modo o nell'altro potrebbero tornare, anche se lo United spara quasi 150 milioni (Lotito per Milinkovic Savic forse si è rassegnato all'idea di dover rinunciare almeno alla terza cifra) e Mino Raiola (comunque una sponda preziosa) non scenderà sotto la doppia cifra abbondante per l'ingaggio del suo gioiello. Difficile, non impossibile. Due giorni a Londra sono serviti a Paratici anche per capire questo: il Pogback è un film da poter girare anche in bianconero, il difficile ma non impossibile è sempre stato un bel punto d'inizio negli ultimi anni.