Tento di immaginare le espressioni di stupore e forse anche di contrarietà dipinte sui volti di Marotta e di Nedved nel preciso istante un cui il loro compagno di viaggio, sull’automobile che li portava da Torino a Montecarlo, ha chiesto loro di farlo scendere davanti all’ingresso dell’hotel perché lui aveva deciso che al grande show del calcio europeo non si sarebbe presentato. Eppure, da ore davanti all’ìngresso del “Palais” deputato al sorteggio di Champions e alla consegna dei premi ai campioni meritevoli centinaia di persone attendevano proprio e soltanto lui. Molti erano arrivati dall’Italia per poter vedere da vicino il “marziano” del pallone. Cristiano Ronaldo lo “special guest” della manifestazione teletrasmessa in diretta da tutte le televisioni del mondo.

Ronaldo è rimasto nella fantasia dei suoi adoratori. Non si è fatto vedere e la sua poltrona nel parterre del nobile consesso è rimasta vuota. Il motivo di tanta nobile assenza va ascritto al fatto che il giocatore portoghese della Juventus era venuto a conoscenza che il premo come il più bravo a livello europeo della passata stagione era stato assegnato al suo ex compagno madridista Modric e non a lui il quale, a onor del vero, avrebbe meritato il riconoscimento per le sue performances in Champions. Detto ciò è impossibile non sottolineare la poca eleganza dello stesso “CR7” il cui comportamento da “diva” viziata e permalosa ha sfiorato la maleducazione. Un autentico campione deve essere giudicato non soltanto per le sue “opere” professionali o per i gl che riesce a fare, ma soprattutto per lo spessore umano che possiede e che dimostra fuori dal terreno di gioco. Ieri Ronaldo è scivolato e poi caduto sulla classica buccia di banana. E la cosa è ancora più imbarazzante se si considera che alla sua età e dopo averne viste di tutti i colori riesce ancora a essere vittima di certe “smanie” da ragazzino presuntuoso. La Juventus non sarà contenta certamente, ma dovrà prenderne atto