Sorpasso fallito. La Juventus lo prova soltanto per 20’, quanti cioè ne passano tra il gol dell’1-0 di Cristiano Ronaldo e quello dell’1-1 di Luiz Felipe, poi però si deve arrendere a una grande Lazio che stravince per 3-1 grazie alle altre due reti di Milinkovic Savic e Caicedo. E così, invece di festeggiare il ritorno al gol di CR7, bisogna celebrare questa sorprendente IL7, nuova sigla di Inzaghi Lazio 7, numero della settima vittoria consecutiva in campionato di una squadra ricca di qualità e forse finalmente anche di continuità, sempre più terza ma ora più vicina alla stessa Juventus, distante soltanto tre punti.

Una festa meritata in campo per la qualità e l’intensità della Lazio, condivisa con quella davanti alla tv dell’Inter, che temeva di essere scavalcata, dopo il pareggio con la Roma, e invece si ritrova con un punto in più di vantaggio sulla Juventus, costretta a incassare la prima sconfitta stagionale. E’ vero che il successo dei biancocelesti prende forma negli ultimi 20’ dopo l’espulsione di Cuadrado, ma è anche vero che il cartellino giallo, poi diventato rosso, era inevitabile perché Lazzari stava volando da solo verso la porta. E comunque una squadra come la Juventus, anche con un uomo in meno non può crollare così nel finale, perché le partite durano 90’, in questo caso 95’ e non basta incominciare bene per finire altrettanto bene.   

PARTENZA JUVESarri si decide a puntare su Dybala dal primo minuto, lasciando in panchina Higuain, e proprio il numero 10 bianconero illude la Juventus con la sua classe e la sua vivacità, impegnando subito Strakosha che si salva con una grande deviazione. E’ il segnale che la squadra di Sarri non ha alcuna intenzione di aspettare la Lazio nella propria metà campo e infatti la seconda occasione per segnare è ancora della Juventus, alla conclusione di un bello slalom di Cristiano Ronaldo che serve un perfetto assist per la testa di Bernardeschi, la cui deviazione però va sopra la traversa. Ma al terzo tentativo, il gol arriva, firmato da CR7, che devia da pochi passi un delizioso cross di Bentancur, al termine di un’azione spettacolare avviata da Dybala e dallo stesso Ronaldo. Sono passati 25’ e il portoghese può festeggiare il ritorno al gol in campionato dopo 49 giorni, che sembra stendere psicologicamente la Lazio.

REAZIONE LAZIO - Invece non è così, perché la squadra di Inzaghi incomincia a palleggiare in mezzo al campo con Luis Alberto, Lucas Leiva e Milinkovic Savic, che costringono i loro dirimpettai Bentancur, Pjanic e Matuidi ad arretrare a ridosso della linea a quattro compista da Cuadrado, Binucci, De Ligt e Alex Sandro. Tanta pressione per la verità produce poco, un po’ perché Immobile e Correa falliscono le deviazioni decisive e un po’ perché servirebbero di più gli spunti sulle fasce laterali di Lazzari e Lulic. E così la Juventus aspetta il momento buono per ripartire, sfiorando il raddoppio con un colpo di testa di Ronaldo, respinto da Strakosha. Per la verità, l’infortunio di Bentancur, uno dei migliori fin lì, rilevato da Emre Can, toglie qualità al centrocampo bianconero, ma non basta questa staffetta forzata e giustificare l’amnesia di Bonucci e compagni nell’azione che porta al pareggio della Lazio. 

DA LUIS A LUIZ - Il bellissimo primo tempo, per intensità ed emozioni su entrambi io fronti, sta per scadere quando Luis Alberto si sovrappone a Lulic sulla sinistra e da lì fa partire un cross sul quale Luiz Felipe interviene con un perfetto colpo di testa sul quale Szczesny non può fare nulla. Tutto da rifare per la Juventus, che per 20’ aveva riassaporato il piacere di tornare in testa. E infatti dopo l’intervallo la Juventus riparte all’attacco, come se stesse perdendo, con una pressione rabbiosa che fa vacillare la Lazio. Ma invece di rassegnarsi alla superiorità tecnica dei campioni d’Italia e agli spunti in velocità di Ronaldo e Dybala, la Lazio ha il grande merito di reagire colpo su colpo, alzando se possibile il ritmo di una gara spettacolare per i continui rovesciamenti di fronte. Il gol potrebbe arrivare da una parte e dall’altra e infatti arriva, guarda caso subito dopo il classico episodio-chiave.

GIALLO-ROSSO - Cuadrado in affannoso recupero difensivo atterra Lazzari, lanciato tutto solo verso la porta. L’arbitro Fabbri estrae il cartellino giallo per il colombiano ma il Var lo invita al monitor e il colore diventa giustamente rosso. Juve in dieci dal 70’, con Danilo al posto di Bernardeschi e 4’ più tardi Lazio in vantaggio con l’undicesimo assist in campionato di Luis Alberto, sul quale Milikovic Savic compie un capolavoro tecnico con un controllo di destro e un tiro di sinistro che vale il 2-1. E non è finita perché la Lazio potrebbe segnare il terzo gol, quando Szczesny atterra Correa smarcato da Immobile. Proprio Immobile va sul dischetto, ma si fa parare prima il tiro e poi la ribattuta, mantenendo in vita la Juventus, in cui Sarri avvicenda Dybala con Higuain. Tutto inutile, però, perché proprio quando spinge per raggiungere almeno il 2-2, la Juve viene trafitta in contropiede dall’ultimo arrivato, Caicedo, che riprende una respinta di Szczesny su Lazzari e firma un clamoroso 3-1. Per la gioia dei tifosi biancocelesti e di quelli dell’Inter davanti alla tv.



IL TABELLINO

Lazio-Juventus 3-1 (primo tempo 1-1)

Marcatori: 25' pt Cristiano Ronaldo (J), 46' pt Luiz Felipe (L), 29' st Milinkovic (L), 49' st Caicedo (L)

Assist: 25' pt Dybala (J), 46' pt, 29' st Luis Alberto (L).

Lazio (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic (45' st Caicedo), Leiva, Luis Alberto (29' st Parolo), Lulic; Correa, Immobile (40' st Cataldi). All. Inzaghi

Juve (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, de Ligt, Alex Sandro; Bentancur (40' pt Can), Pjanic, Matuidi; Bernardeschi (25' st Danilo) ; Ronaldo, Dybala (35' st Higuain). All. Sarri

Arbitro: Fabbri di Ravenna

Ammoniti: 7' pt Luis Alberto (L), 21' pt Pjanic (J), 37' pt Dybala (J), 18' st Lazzari (L), 32' st Szczesny (J), 40' st Leiva (L), 49' st Caicedo (L)

Espulsi: 25' st Cuadrado (J)