Non è la stagione dell’Inter. Pur giocando malissimo un tempo (il primo), pur finendo sotto di un gol fino al 123' di questa infinita partita, era riuscita a riacciuffare il pareggio con un rigore di Icardi al 5' di recupero del secondo tempo supplementare. Un rigore che ha portato immediatamente alla serie di rigori e lì non è bastata una parata di Handanovic (il migliore in campo nei quattro tempi) su Durmisi, perché Strakosha è arrivato a due, la prima su Lautaro Martinez, la seconda su Nainggolan, anche lui, come l’Inter, dentro a una stagione nerissima. La Lazio ha meritato la qualificazione. Ha giocato meglio dell’Inter, per un’ora ha quasi dominato il campo con la regìa di Lucas Leiva e le rifiniture di Milinkovic, Luis Alberto e Correa. Immobile era il meno convincente in zona-gol, ma al momento decisivo ha piazzato il colpo del bomber, facendosi in parte perdonare l’errore contro la Juve.

BRUTTA INTER - La squadra di Spalletti ha giocato nel primo tempo la sua consueta brutta partita, ma la Lazio ha commesso lo stesso errore della gara con la Juve, mancando di concretezza e sbagliando tre occasioni da gol, così l’ha tenuta in vita. Il (non) gioco dell’Inter è diventato un caso. Delle prime 12 squadre della classifica di Serie A è di gran lunga la più scadente sul piano della manovra. In questo quarto di finale Spalletti l’ha ribaltata un’altra volta, non per seguire un discorso logico ma per andare avanti per tentativi (a vuoto). Dalla difesa a 3 vista contro il Torino è passato al 4-3-3, con un centrocampo che non ha un senso calcistico, con lanciatori fuori forma (Brozovic), interni che portano palla e la perdono (Gagliardini) o dotati di un solo passo e non certo veloce (Joao Mario). Rispetto alla Lazio, sembrava una squadra misera, vuota, tecnicamente di livello mediocre. Di là c’era invece una bella qualità, con Leiva, padrone del gioco (e autore del rigore decisivo), Milinkovic, Luis Alberto e Correa, giocatori che nell’Inter sarebbero titolari fissi.

LAZIO, TROPPI GOL SBAGLIATI - La Lazio, come detto, ha sbagliato troppo in zona-gol. Sulla prima occasione Luis Alberto, in piena area di rigore, ha deciso di piazzare la palla, invece di metterci forza: parata facile di Handanovic; sulla seconda, Correa è stato murato da Skriniar e dopo la ribattuta Handanovic ha fatto la sua tradizionale prodezza di piede su Immobile (e questa era la terza occasione). Non c’era un settore in cui l’Inter non fosse in difficoltà, ma la propria povertà tecnica e tattica diventava terribilmente evidente quando la squadra di Spalletti cercava di costruire la manovra: lenta, macchinosa, prevedibile e imprecisa. Quando l’Inter teneva palla (sempre a ridosso della linea di metà campo, mai al di là), la Lazio si riposava... C’era anche una differenza fisica e atletica: le seconde palle erano tutte dei laziali.

PIU’ RITMO - Spalletti ha fatto il primo cambio a inizio ripresa, con Vecino al posto di Gagliardini. L’intento era chiaro: non potendo migliorare la qualità del gioco, voleva alzare almeno la velocità della manovra, l’intensità. In effetti sotto questo aspetto l’Inter ha fatto un passo in avanti anche se fino al 15' del secondo tempo è stata ancora la Lazio ad avvicinarsi al gol con Luis Alberto (altra bella risposta di Handanovic) e Milinkovic. Ma la palla-gol più clamorosa di quel periodo l’ha sbagliata l’Inter con Candreva, sui piedi del quale Strakosha ha messo la palla respingendo un tiro di Joao Mario: Candreva aveva la porta spalancata, ma ha messo la palla fuori.

DOPPI CENTRAVANTI - Due bomber del livello di Immobile e Icardi erano ai margini di questa sfida. Ciro teneva una posizione molto defilata, quasi sempre spoostato a sinistra, era poco incisivo. Maurito, invece, non veniva mai raggiunto dalla manovra dei nerazzurri. Per questo Spalletti ha messo Lautaro Martinez e per questo Inzaghi ha messo Caicedo. Scelte giuste (quella di Simone segnerà la svolta), ma il paradosso è che proprio quei due, prima Caicedo e poi Lautaro, hanno sbagliato due gol clamorosi. Su quello del laziale, però, c’era una pazzesca respinta di Handanovic, nettamente il migliore in  campo.

   
CIRO, MAURITO E STRAKOSHA - Per la prima volta in questi quarti di finale siamo arrivati ai tempi supplementari e senza un gol. Inter e Lazio erano stanche, Spalletti ha provato col doppio cambio al 1' del secondo tempo, Nainggolan per Candreva e Cedric, al debutto in nerazzurro, per Politano. C’erano tutti gli spazi per attaccare e al momento giusto Ciro Immobile ha colpito sfruttando proprio uno scambio stretto e ripetuto con Caicedo: tiro secco, con leggera deviazione di D’Ambrosio, Handanovic ci ha provato ma non poteva arrivarci. Mancavano 11' alla fine, l’Inter si è rovesciata nel centrocampo laziale. C’è stato un rosso per Asamoah per un fallaccio su Milinkovic, ma al monitor Abisso ha cambiato idea e l’ha trasformato in giallo. Al 3' di recupero di questo incredibile quarto di finale, Milinkovic è intervenuto su D’Ambrosio. Era fallo. Per Abisso fuori area, per Banti al Var in area. Così è arrivato il rigore, Radu si è imbufalito con l’arbitro ed è stato espulso, mentre Icardi ha segnato portando il punteggio sull’1-1 e i quarti ai rigori. E a quel punto il protagonista è diventato Strakosha, con due rigori parati a Lautaro Martinez e quello decisivo a un ex romanista, Radja Nainggolan. Anche Handanovic aveva fatto un miracolo su Durmisi, ma all’ultimo tiro Leiva ha segnato. Lazio-Milan in semifinale.


IL TABELLINO

Inter-Lazio
: 1-1 ai tempi supplementari

Marcatori: Immobile (L); Icardi (I) Ai rigori: Brozovic; Immobile; Icardi; Parolo; Cedric Soares; Acerbi; Leiva.

Inter: Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Skriniar, Asamoah; Gagliardini (dal 1’ s.t. Vecino), Brozovic, Joao Mario; Politano (dal 1’ s.t.s. Cedric Soares), Icardi, Candreva (dal 1’ s.t.s. Nainggolan).

Lazio: Strakosha; Wallace (dal 25’ s.t. Bastos), Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic, Leiva, Luis Alberto (dal 10’ p.t.s. Parolo), Lulic (dal 34’ s.t. Durmisi); Correa (dal 43’ s.t. Caicedo); Immobile.

Ammoniti: Gagliardini (I), Wallace (L), Radu (L), Vecino (I), Marusic (L), Milinkovic (L), Leiva, Immobile (L), Brozovic (I), Asamoah (I)

Espulsi: Inzaghi (L), Radu (L)

Arbitro: Rosario Abisso (della Sezione di Palermo).