Sono stati giorni difficili gli ultimi e lo saranno anche i prossimi fino a martedì sera. Un'attesa lunga e snervante perché non è un mistero che dopo la figuraccia di Atene tutti avrebbero voluto scendere in campo il prima possibile per cancellare quella prestazione per certi versi molto più spiegabile di quanto si possa pensare. Della mancanza di personalità di questo gruppo ne avevo parlato da tempo e lo stesso Gattuso l'aveva sottolineato più volte. Un aspetto positivo di questa rosa è tuttavia la capacità di reagire quando è spalle al muro. Tanto manca in carisma nell'evitare di finirci, tanto invece ha l'orgoglio per voler sovvertire il momento negativo. Lo abbiamo fatto molte volte anche quest'anno, l'ultima a Roma con la Lazio quando tutti ci davano per spacciati per colpa delle assenze. Per questo mi aspetto una risposta importante a Bologna. E mi aspetto che il primo a dire presente sia Higuain. Il suo futuro al Milan è tutt'altro che certo e, oltre che con i gol, dovrà dimostrare di voler davvero restare attraverso le prestazioni e l'atteggiamento. Non è un mistero, però, che la sentenza Uefa porterà la società a puntare su giocatori rivendibili. La parola "plusvalenze" la sentiremo nominare spesso nei prossimi mesi o anni e se c'è un giocatore sul quale non sarà possibile utilizzarla è chiaramente lui. Elliott, come abbiamo sempre sostenuto, non ha come obiettivo primario vincere trofei, ma sistemare un bilancio demolito da un anno di Fassone e Mirabelli per poi cercare un vero nuovo proprietario con l'obiettivo di far tornare il Milan dove gli compete.