Candidati iniziali: circa 800. Candidati che hanno superato il primo step di idoneità: 80. Candidati sopravvissuti al secondo e ultimo esame di idoneità: 8. Indiscutibilmente si è trattato di una selezione severissima, se infine soltanto l'1% degli aspiranti è riuscito a arrivare fino in fondo. Ma qual era la posta in palio, per gli 800 volenterosi che si sono messi in lizza e sono stati quasi del tutto sterminati, come investiti da raffiche di mitragliatrice? Erano mica da aggiudicare i posti per la prossima missione dell'Agenzia Spaziale Europea? Nossignori. Quelli citati sono i numeri delle tornate di esami per agente sportivo, tenute dapprima presso il Coni (7 marzo e giorni seguenti, con 80 selezionati su 800 dopo una prova scritta e una orale) e poi presso la Figc (28 maggio, con 8 selezionati su 80 al termine di una priva scritta in cui erano ammessi solo 3 errori su 20 quesiti). E dunque, d'improvviso, l'esame per diventare agente si trasforma in una prova estrema. Con risvolti e conseguenze ancora pienamente da valutare, dato che quello appena concluso è stato l'esordio di un nuovo sistema di regolazione per l'accesso a una professione deregolamentata dalla Fifa a partire dal 1° aprile 2015. 

Da un vuoto a un altro – Bisogna partire proprio da quel passaggio di deregulation per comprendere appieno ciò che avviene in questi giorni. A aprile di quattro anni fa parte il nuovo regime voluto dal colonnello Blatter. Il ruolo di agente viene svuotato di legittimità formale, con grave scorno di chi aveva dovuto superare esami selettivi e costosi per acquisire una licenza Fifa. In sostituzione viene disegnato un più vago profilo di intermediario. Quest'ultimo può essere assunto da chiunque, purché in possesso di una fedina pulita sui piani penale e sportivo, e dietro iscrizione nei registri appositamente costituiti presso le federazioni nazionali. Nel caso di iscrizione nel registro della Figc, bastano 500 euro. Rispetto a tale situazione, che rende permeabilissimo il ruolo di (ex) agente a chiunque voglia esercitarlo, interviene il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2018, che istituisce il Registro Nazionale degli Agenti Sportivi. È uno degli ultimi atti firmati dal governo guidato da Paolo Gentiloni, e l'iniziativa ha scopo lodevole: restituire un profilo formale a un ruolo che da aprile 2015 si trova in pieno Far West. Peccato che, vista la severità mostrata dalle commissioni giudicatrici, gli effetti rischino d'essere ben diversi Il primo fra questi è conseguenza dell'articolo 7 del decreto, che stabilisce la nullità dei contratti d'assistenza stipulati con soggetti privi di abilitazione. Conseguenza immediata: gli intermediari che durante questi anni si sono procacciati dei mandati, li perderanno. Il tutto a causa di un esame severissimo, che ha visto falcidiare anche avvocati e commercialisti di esperienza ultradecennale.  Abilitati Coni: sì o no? – Quello appena illustrato è soltanto uno fra i tanti aspetti controversi, scaturiti dall'applicazione dei principi fissati dal DPCM 23 marzo 2018. Molti altri ve ne sono, ma vista la loro complessità verranno trattati a più riprese, nei prossimi giorni. Merita però di esserne anticipato uno piuttosto imbarazzante: i 72 candidati che hanno superato l'esame Coni ma poi sono stati tagliati fuori all'esame Figc, dovranno mica ripetere l'esame Coni? Che ci crediate o no, c'è incertezza anche su questo. Ne riparleremo.
@pippoevai