21 gol segnati in Serie A, 29 realizzati nell'arco dell'intera stagione, suddivisi fra due squadre con un gioco che, in realtà è tutt'altro che simile. Krzysztof Piatek è a solo una distanza dall'essere il capocannoniere della Serie A (-1 da Quagliarella), non ha fatto rimpiangere ai tifosi del Milan il deludente Gonzalo Higuain e continua a buttare in rete tanti dei palloni che passano in area di rigore.

ARMA LETALE - Sostanzialmente l'attaccante polacco è in un momento magico in cui, di fatto, rappresenta un'arma perfetta. Eppure gli 8 gol segnati con la maglia rossonera in campionato sembrano più frutto di giocate sue, estemporanee, che non frutto di un gioco che possa metterlo in risalto. Non è un caso che, da quando il Milan ha iniziato il suo periodo negativo, il numero di occasioni trasformate in gol da Piatek sia incredibilmente diminuito.

COSA CAMBIA COL PIATEK DI GENOA? - Analizzando heatmap e touchmap delle ultime gare giocate in rossonero e di quelle disputate nel periodo magico di Genoa appare evidente come il Piatek di Genova giocasse molto più vicino alla porta e, nonostante i rossoblù non abbiano mai "dominato" le partite a livello di gioco, il polacco toccava molti più palloni negli ultimi 30 metri di quanto non faccia in maglia rossonera. L'esempio a confronto è la gara contro l'Atalanta in cui segnò una "quasi doppietta" in rossoblù e una doppietta in rossonero.


Piatek in Genoa-Atalanta

IL PIATEK DEL MILAN - Nella gara contro l'Atalanta giocata col Milan Piatek ha sì segnato una doppietta ma la sua presenza in area è stata incostante, ha svariato su più parti del rettangolo verde e, soprattutto, ha toccato soltanto 3 palloni all'interno degli ultimi 18 metri contro i 9 di quando era al Genoa.


Piatek in Atalanta-Milan

VA AVVICINATO ALLA PORTA - Il caso si può allargare ancora più analizzando le ultime gare giocate dal Milan come ad esempio l'ultima contro il Parma. Piatek nel 4-3-3 rossonero è lasciato isolato ed è costretto ad abbassarsi verso centrocampo per agevolare il lavoro delle catene laterali che, però, raramente poi arrivano ad innescare centralmente il Polacco. Come detto i gol segnati sono spesso frutto di sue giocate estemporanee piuttosto che il frutto di un lavoro manovrato. Se Gattuso vuole renderlo letale ora ha due soluzioni: la prima è sacrificare le amate catene laterali accelerando le verticalizzazioni anche grazie al rientro di Paquetà. La seconda è avvicinare a Piatek un attaccante mobile (alla Kouamé ndr.) con cui dialogare dalla trequarti in sù. L'esperimento con Cutrone ha funzionato a tratti e riproporlo (con Paquetà trequartista) potrebbe aiutarlo ancor più in zona gol e farlo sparare ancora di più. Pum pum pum.

@TramacEma