'Chi ben comincia è a metà dell'opera'. Ma anche 'il buongiorno si vede dal mattino'. Il proverbio migliore sceglietelo voi, la sostanza non cambia: i primi 180' della nuova Serie A sono il perfetto mix tra il nuovo e il vecchio calcio italiano. Da un lato, un campionato più competitivo e spettacolare, esaltato dalla magnifica partita del Franchi. Dall'altra, le tanto care polemiche arbitrali, marchio di fabbrica e insostituibile molecola del dna del nostro calcio. La Serie A riparte (anche) da qui, dalla terza stagione del tanto discusso Var. Il primo episodio è il fuorigioco di Cristiano Ronaldo al 'Tardini': questione di centimetri, evidenziata dalle polemiche social, ma chiamata giusta. Nulla a che vedere con quanto successo a Firenze.

SCELTE DUBBIE - Non solo gol, spettacolo ed entusiasmo, infatti, hanno fatto da contorno all'esordio di Ribery: Massa è stato protagonista di una gara delicata, densa di episodi dubbi, amplificati da alcune scelte errate dei giudici di gara. Se il rigore per la Fiorentina appare chiamata corretta, decisamente diverso è il penalty fischiato in favore del Napoli al 41': il fallo di Castrovilli non c'è. Anzi, è Mertens a cercare il contatto con il centrocampista viola. Errore evidente e decisivo, che provoca immediate polemiche. Il Franchi si accende, e arriva ad infiammarsi nei minuti di recupero, quando Hysaj interviene in maniera forse esagerata su Ribery. Il francese cade a ridosso dell'area di rigore, Massa lascia proseguire fino al fischio finale. BOTTA E RISPOSTA - Già, il fischio finale. Celebre spartiacque tra il campo e l'extra, tra i gol e le polemiche. Montella attacca: "Si può discutere fino all'infinito, ma alcune cose non si capiscono. Ci si vuole complicare la vita? Credo alla buona fede degli arbitri, ma perchè non vanno a vedere gli episodi? Abbiamo visto tutti la simulazione su Mertens, non date più del simulatore a Chiesa". Dall'altro lato della barricata, Ancelotti incassa e non si accontenta della vittoria, rispondendo: "Dopo 90 minuti di insulti ho suggerito alla gente di andare a casa, è una brutta abitudine che non passerà mai, quando succederà sarà troppo tardi. Gli insulti danno fastidio, soprattutto per una tifoseria per cui simpatizzo. Tanto di cappello per i tifosi della Fiorentina onesti, ma ci sono anche gli ignoranti e tanti erano dietro la mia panchina". Parole e musica, che risuonano frastornanti nella prima serata di Serie A. Un debutto spettacolare e pirotecnico, macchiato e colorito - ancora una volta - dalle polemiche, molecole insostituibili del dna italiano