Ronaldo, Ronaldo, Ronaldo. Si parla solo di lui e lo si può anche capire: da troppo tempo non avevamo un numero uno, giusto goderselo. C'è però un retrogusto amarissimo in tutte le celebrazioni di CR7 o anche dei suoi sparring partner, ieri Insigne, oggi Higuain, domani chissà: le facce di questi campioni nascondono lo sfascio di tutto quello che c'è dietro, più in basso. Un po' come partecipare a una festa piena di luci, lustrini e champagne, affacciarsi alla finestra e vedere là sotto una sterminata baraccopoli.

Le baraccopoli del nostro calcio sono la serie B e la serie C (e anche un po' di A, se vogliamo essere sinceri). Quei due campionati vanno avanti in una situazione che non è paradossale, ma infinitamente peggio: la definiremmo imbarazzante, inconcepibile, vergognosa. Chi vi partecipa non ha quasi mai colpe, certo non ne hanno calciatori e tifosi, i quali sono fondamentalmente vittime. Proprio come chi è costretto a vivere ai margini della civiltà, nelle baraccopoli appunto.

C'è la B che gioca le sue partite con 19 squadre come se niente fosse e intanto Frattini, il presidente del Consiglio di garanzia del Coni, il quale insiste e sottolinea come - a suo avviso - il campionato debba tornare a 22 partecipanti e forse una decisione in tal senso sarà presa in settimana (sia chiaro, a nostro avviso ha totalmente ragione lui, ma è normale che si sia consentito alla Lega di B di organizzare un campionato in base alla propria volontà e ai propri interessi, senza tenere conto del resto del movimento?). C'è poi la serie C che il giorno prima dell'inizio ha fermato cinque squadre, cioè quelle che potrebbero essere riammesse in B, perché il Tar del Lazio ha stabilito che forse, chissà, tra un mese rischianoi di essere ripescate, e allora come possono giocare in C se poi andranno in B?
In tutto questo un presidente che non è mai stato preso troppo sul serio, perché abituato a dirne di ogni tipo, ha deciso che la sua squadra, la Viterbese, non sarebbe scesa in campo perché l'hanno inserita in un girone anziché in un altro. In un mondo normale avrebbero squalificato Camilli e - per colpa sua - ci avrebbe rimesso anche la società di cui è proprietario. Sapete invece cosa gli hanno detto? Forse ti accontentiamo, dacci tempo, intanto tieni pure la tua squadra a Viterbo e pazienza se ti rifiuti di giocare. E quando un altro presidente si sveglierà e annuncerà la stessa forma di protesta, magari per un rigore negato o chissà cosa, come faranno a dargli torto?

Ronaldo segna, Higuain e Insigne anche: com'è bello il calcio italiano visto dal grattacielo. A voi baraccopoli.

@steagresti