Giù la maschera, Junior Cally. Il cantante si è presentato al Festival di Sanremo mostrando per la prima volta il suo volto: "Ho deciso di non indossarla per metterci la faccia". Idee chiare e un grande rimpianto: il calcio. Attaccante mancato, Junior Cally si racconta Calciomercato.com, tra la passione per il pallone e la somiglianza con Cutrone.

Quando ha iniziato a giocare?
"La mia è la classica storia di un bambino che fin da piccolo ha iniziato a tirare calci al pallone. Quando avevo 13 anni ero visionato da Parma e Perugia, col quale non ho supero le visite mediche".

Come mai?
"A causa di una piastrinopenia, carenza di piastrine. All'inizio addirittura si era parlato di una presunta leucemia, ma per fortuna dopo quattro anni di controlli abbiamo capito che non avevo nulla di grave. Da quando ho smesso di giocare non ho neanche più seguito il calcio. Chissà cosa sarebbe successo se fossi diventato un calciatore, quello per me rimane il più grande rimpianto. Un sogno non vissuto".

In che ruolo giocava?
"Ero un attaccante, un bomber. Arrivavo a segnare anche più di quaranta gol all'anno. Mio padre mi dava 20 euro ogni volta che segnavo, ma dopo un po' ha dovuto abbassare il premio altrimenti sarebbe rimasto senza una lira. Lui diceva sempre che ero scarso, mi criticava per spronarmi a fare ancora meglio. E questo insegnamento di vita per lo porto dentro ancora oggi quando vedo le visualizzazioni dei miei video. Non mi sento mai appagato, voglio sempre fare di più".

Dicono che assomigli a Patrick Cutrone, è vero?
"Secondo me un po' sì, anche se lui nega. Ogni tanto ci sentiamo, l'ultima volta che ci siamo scritti è stato quando giocava nel Wolverhampton. Già prima che si spargesse la voce di questa somiglianza e Cutrone era ancora al Milan, un amico di mio padre mi chiamava Patrick".

Chi è più forte a giocare a calcio?
"Chiaramente io. Mi ha chiamato la Nazionale Cantanti, ma mi sono fatto male e non sojno potuto andare. In realtà mi interessa poco, se devo puntare a qualcosa metto nel mirino al Serie A. Mi piace arrivare al massimo".

@francGuerrieri