Infine Luca Campedelli ha deciso di parlare. Lo ha fatto rilasciando un'intervista domenicale alla Gazzetta dello Sport, in cui ha detto la sua sulla vicenda delle plusvalenze incrociate. Dalla quale deriva per il Chievo una penalizzazione di 3 punti in classifica sancita dalla sentenza del Tribunale Federale Nazionale Figc e confermata dalla Corte Federale d'Appello. È noto che l'inchiesta sia nata dagli articoli pubblicati su Calciomercato.com, poi ripresi e rilanciati da Striscia la Notizia grazie ai servizi di Moreno Morello. È noto a tutti tranne che alla Gazzetta dello Sport. Che nell'intervista di ieri fa riferimento soltanto a Striscia la Notizia (e non è la prima volta che succede). Ma tant'è. Meglio attenersi ai contenuti dell'intervista, che sono molto interessanti.

Come è ovvio, il presidente difende l'operato suo e della sua società sulla vicenda. E aggiunge di avere passato “8 mesi d'inferno”, di essersi sentito trattato “come un appestato”. Dà anche una notizia: il Chievo presenterà ricorso presso il Collegio di Garanzia del Coni contro le sentenze del TFN e della CFA. Lo apprendiamo dall'intervista, dato che dai canali ufficiali del Chievo Verona nulla è stato comunicato in proposito. Del resto, siamo ancora in attesa che il sito ufficiale del club clivense riporti la notizia della sentenza pronunciata lo scorso 25 ottobre dalla Corte Federale d'Appello, quella che conferma il -3. Dunque, nulla di anomalo.

Riguardo agli argomenti che Campedelli utilizza per sostenere la correttezza dell'operato suo e del club, qualcosa da commentare. Il presidente del Chievo trova che certe valutazioni, anche generose, siano prassi nell'azione dei club professionistici. Così come sarebbe prassi quella delle plusvalenze incrociate fra “società amiche”. Lieti che lo dica, e più avanti spiegheremo perché. Tira in ballo anche la Covisoc per dire che essa non abbia mai avuto nulla da ridire sui bilanci del Chievo. Vero. Così come, giusto per rimanere ai casi più recenti, non aveva avuto alcunché da dire sui bilanci del Cesena, del Bari, dell'Avellino, del Vicenza e di altri club defunti. Ebbe da dire nulla persino sul bilancio del Modena, che nella scorsa stagione agonistica non è nemmeno arrivato a completare il mese di novembre. A ogni modo, in materia di Covisoc, Campedelli potrebbe essere confortato dalle dichiarazioni rilasciate a Moreno Morello dal neo-presidente federale Gabriele Gravina, in occasione dell'intervista mandata in onda da Striscia la Notizia il 9 novembre 2018. Se il nuovo capo del calcio italiano mantiene le parole pronunciate davanti alle telecamere di Mediaset, ne consegue che la commissione cui toccherebbe vigilare sulla gestione delle società di calcio sarà chiamata a intervenire in modo più efficace.

Campedelli prova inoltre a parare l'accusa di aver dato eccessive valutazioni a calciatori del settore giovanile rispondendo che Parolo, al momento di essere ceduto al Cesena, avesse accumulato zero minuti col Chievo. Come se il problema fosse quello dei minuti accumulati PRIMA, e non quello dei minuti accumulati DOPO. In questo senso, il presidente clivense farebbe bene a presentare un computo dei minuti giocati in serie A o B da Thomas Garas, o da Luca Concato, o da Sebastiano Foletto, o da Fatlind Mahmuti, o da Pietro Borgogna, o da Carlo Alberto Tosi. Giusto per fare soltanto alcuni nomi.

L'ultimo dettaglio da analizzare, relativamente al Reparto Lamentele. Campedelli afferma che “Striscia non mi ha mai interpellato, è solo venuto un inviato una volta qua fuori”. A noi risulta un'altra versione, e cioè che Moreno Morello abbia chiesto di intervistare Campedelli. Richiesta declinata. Si tratta di una versione dei fatti della quale siamo assolutamente certi. A prova di verifica. Che poi possa esservi stato un disguido comunicativo fra il presidente e il settore comunicazione del suo club, è altro discorso.
Ma al di là delle auto-difese (che sono umanamente comprensibili), la parte più interessante delle cose dette da Campedelli viene dai messaggi lanciati al resto del mondo del calcio. Ci limitiamo a riportarli testualmente, per come sono stati trascritti sulla Gazzetta dello Sport:

- Le istituzioni hanno giocato sporco, sputato in faccia al Chievo in tutte le maniere.
- Le società amiche ci sono sempre e sempre ci saranno. Ma il Milan quante operazioni ha fatto col Genoa?
- Voglio che quello che c'è scritto nella sentenza venga applicato a tutti i club per garantire un'equa competizione.
- Non mi ha chiamato nessuno. Nessun  club, nessun dirigente federale. Qualcuno che sembrava amico mi ha voltato le spalle. (…) Capisco che nel calcio sia mors tua vita mea, ma nessuno nessuno...
- (Sulle difficoltà nel condurre il calciomercato durante la scorsa estate) È stato impossibile. Non c'è stato molto fair play, le altre società dicevano male di noi.

Parole cariche di comprensibile rabbia, ma anche di messaggi al mondo del calcio. Con riferimenti precisi a due club (Milan e Genoa), e altri meno precisi a dirigenti federali e di club. Con un'impressione di fondo: che Campedelli non ci voglia stare a passare come il solo colpevole e a pagare per tutti. Chi ha da intendere, intenda. E ribadiamo che questa è proprio la parte più interessante dell'intervista. Quella che troviamo maggiormente condivisibile. Perché noi di Calciomercato.com, che questa inchiesta giornalistica l'abbiamo fatta partire, sappiamo benissimo ch'essa tocchi una questione riguardante non soltanto il Chievo e il fu Cesena. Negli articoli dedicati al filone abbiamo parlato molto anche di Pescara e Vicenza, e di Atalanta e Genoa. Abbiamo pure dedicato tre puntate alle plusvalenze realizzate dall'Inter in prossimità della chiusura di bilancio al 30 giugno 2018. E altre incursioni arriveranno. Molto presto. Ma proprio perché siamo impegnati in un'Operazione Verità, sollecitiamo il presidente del Chievo a essere più esplicito e dire quello che sa. Dato che certamente sa molte cose. A partire da quel riferimento alle “squadre gemelle che ci sono sempre state”. Perché non porta qualche esempio concreto? Magari relativo a ex amici che adesso non lo sono più. Se crede, noi di Calciomercato.com siamo qui. A fare sempre e soltanto il nostro lavoro: la ricerca della verità.

@Pippoevai