La Fiorentina ha finalmente anticipato tutti. Aveva dato segnali di programmazione andando a prendersi Muriel in mezzo alla dorata concorrenza del Milan, facendo rispettare la parola data al giocatore e regalandosi un attaccante ancor prima che il mercato aprisse. Una mossa a cui ultimamente i viola non avevano abituato: Pioli ha potuto così lavorare fin da subito con il colombiano, arrivando persino a schierarlo titolare nell'impegno in Coppa Italia contro il Torino.
 
Il copione si è riproposto, circa due settimane dopo, sulla scia di Hamed Junior Traorè, acquistato velocemente per arginare la delusione legata all'affare mancato per Obiang, pista comunque non ancora tramontata. In salita, ma non ancora svanita. Il calciatore dell'Empoli, invece, arriverà in estate, così come fanno le grandi squadre. L'Inter, il Lione e non solo, tutte in fila aspettando il momento giusto: la scintilla, però, l'ha fatta scattare Corvino, abile nel sorprendere nel giro di due giorni tutte le avversarie. L'ivoriano, il terzo giocatore più giovane per numero di presenze in stagione nei principali campionati europei, è una ciliegina dal valore potenziale incommensurabile. Tutto da sgrezzare, ma una perla in prospettiva.

Lasciarlo a Empoli è stato un compromesso da accettare nella trattativa, ma anche una virtù che darà i suoi frutti. La saggezza di lasciarlo lì dove si sta esprimendo al meglio, nella squadra che lo ha cresciuto, nell'ambiente dove è esploso, dove lo spazio ci sarà sempre fino al termine della stagione. Il suo acquisto  conferma una certezza alla quale i tifosi viola si stanno già abituando: in estate, qualcuno saluterà, volenti o nolenti. Da Chiesa a Veretout, da Milenkovic a Biraghi, i pezzi pregiati sul mercato non mancano. Intanto, però, si costruisce il futuro.