Abbiamo letto tutto di tutti su Totti, ovviamente dopo avere sentito ed ascoltato lui dal vivo. Sentito in avvio di teleconferenza-stampa, quando ci interessava soprattutto valutare l’eventuale suo imbarazzo, peraltro comprensibilissimo, nonché l’eventuale soccorso permanente da parte del collega nostro Paolo Condò suo “nom de plume”, ascoltato quando (presto) ci siamo resi conto che lui parlava benino e diceva cose valide e soprattutto reggeva bene ogni risvolto della parte: da attore si capisce, ma di quelli che vivono così intensamente ii personaggio sino a fondersi con lui, sulla scena e non solo. A curiosità sbollita relativamente a quanto lui avrebbe detto, seguendo comunque un copione prevedibile che ci eravamo già in parte recitato dentro, ci permettiamo adesso alcune chiose forse particolari, forse interessanti, sicuramente, per quella che è la nostra etica giornalistica dovute a lui come ai lettori.

1) Totti è stato sincero. Non lo scriveremmo così sicuri se si fosse emozionato, ovviamente anche emozionando, o addirittura commosso, ovviamente anche commuovendo. No, è stato quasi ragionieristico nell’esposizione dei concetti (e da questo punto di vista la sua acclarata non dimestichezza con l’oratoria si è evoluta in un gran bel vantaggio sul piano della spontaneità).

2)  Totti ha sbagliato solo una giusta dose di congiuntivi, e quanto al condizionale quasi non si è arrischiato: conoscenza onesta dei propri limiti ma anche adesione al club del non congiuntivo, sempre più frequentato. D’altronde il congiuntivo aiuta a sfumare, a non sentenziare, rafforzando casomai un’ipotesi (ma sino ad un certo punto), aiuta a evitare anche la minima perentorietà: e il Totti decongiuntivato ha voluto essere perentorio sia pure senza alterigia.

3)  Totti tutto sommato ha passato l’esame di italiano, peraltro inserito in un esame per lui più grande, l’esame di romanità (o romanitudine, come bene precisa Battista il romanista sul Corriere della Sera).

4)  Nell’insieme Totti ha convinto il popolo (mai ha detto “la gggente”, tropo facile e demagogico e plebeo) che davvero la dirigenza americo-romana si è fatta troppo straniera: e siccome qualcuno gli avrà pur detto che lanciando certe accuse alla dirigenza di una società quotata in borsa si può essere incolpati di aggiotaggio, il suo fare è stato coraggioso, e pazienza se ancorato a spinte popolaresche comode assai.

5)  Totti ha comunque fatto qualcosa di nuovo, in un caso, il suo, torrido e però già vissuto da altri campioni più o meno con le sue stesse caratteristiche: magari il Coni, dandogli il salone d’onore al Foro Italico per il rendez-vous con la storia, lo ha aiutato eccome (e se sì, perché?).

6)  Totti è stato caldo e intanto – mica facile - astuto nell’appoggiarsi a Daniele De Rossi: considerando quanto era stato cupo, quasi lugubre l’addio di De Rossi, si può pensare ad una operazione di miscelatura dei due addii, in modo che alla fine il gusto complessivo (buongusto, se vogliamo) risulti sempre buono. 7)  Totti ha lasciato aperte non poche porte, e lo ha fatto senza usare i congiuntivi che automaticamente per questo gli sarebbero tornati utili: sicurezza o ignoranza dell’arte oratoria non importa, la riuscita è ciò che conta.

8) Totti ha vinto il round e forse l’incontro senza però fare dei feriti gravi o dei morti: insomma, la ricucitura è possibile, sacrificando qualcuno più che qualcosa...

9) Totti ha avuto coraggio nel fare scoppiare la sua bomba comunque brutta in un periodo di scoppio concorrenziale di festose bombe coriandolesche per tanto altro calcio (fra l’altro assai internazionale, compreso quello delle beneamatissime azzurre).

10)  Totti a proposito di donne non ha mai evocato la sua, da sola o con i figli: ed ha fatto bene, c’era comunque il rischio italiota di echi, pissi pissi bao bao, sfottò.

D’accordo su  tutti questi dieci punti? Non ci interessa il sì o il no, ci interessa la democrazia dei pareri e dei giudizi. Anche perché personalissimissimamente abbiamo un punto nostro speciale.

11)  Undicesimo punto (interrogativo, stavolta) forse decisivo come il giocatore più prezioso della squadra: e se in maniera anche sofferta, tribolata, masochistica Totti e gli altri tutti del copione, abbastanza stranamente non immediatamente impegnati ad adire vie legali eccetera, e invece coralmente impegnati a far passare in qualche modo la “nuttata” della Roma, fossero stati e fossero ancora d’accordo?