Milano freme, il derby ormai è dappertutto. Il clima si fa rovente per una delle stracittadine milanesi più ricche di contenuti degli ultimi anni, con Inter e Milan pronte a darsi battaglia nella cornice di San Siro domenica sera alle 20.30 per imporre la propria supremazia, non soltanto su Milano ma anche in classifica: una vittoria garantirebbe punti molto importanti ma soprattutto un balzo psicologico non indifferente. Calciomercato.com ha intervistato uno dei protagonisti dei derby di Milano del passato, l'ex centrocampista del Milan e attuale allenatore Federico Giunti, calciatore che tra il 1999 e il 2001 ha vissuto cinque stracittadine diverse, rendendosi protagonista di una particolarmente indimenticabile per i tifosi rossoneri, il 6-0 dell'11 maggio 2001, quando realizzò il gol del provvisorio 3-0.


Giunti, da tecnico come vede questo derby? Chi è favorito e chi potrà imporsi?

"Credo che la parola chiave sia equilibrio. Non è semplice capire chi potrà avere la meglio, entrambe le squadre sono reduci da un periodo positivo. Vincerà chi saprà sfruttare maggiormente gli episodi. Sarà un derby aperto e spero ricco di gol. L'Inter deve crescere per quanto concerne il gioco di squadra, si basa molto sui suoi solisti. Il Milan all'opposto ha un gioco più fluido ma ha qualcosa in meno dal punto di vista tecnico. Il derby è però una partita che prescinde da questi aspetti, il gap può essere sopperito con la voglia di vincere e in questo Gattuso è un maestro."


Sarà Icardi contro Higuain, sfida tra bomber argentini. Lei chi prende tra i due al momento?

"Higuain, senza dubbio. Tra qualche anno Icardi forse lo raggiungerà ma al momento il Pipita ha qualcosa in più. E' completo, mentre l'interista deve aiutare di più la squadra. Il Milan ha fatto un salto di qualità importante con Higuain rispetto all'anno scorso, è il cenravanti perfetto per i movimenti che chiede Gattuso nel 4-3-3."


Da ex centrocampista, cosa pensa dei due reparti? Ritiene che siano forse ancora il tassello debole delle due squadre?

"La vera partita, il vero confronto si avrà proprio in mezzo al campo. Ci saranno degli interessanti duelli per quanto riguarda le posizioni: Nainggolan oscurerà Biglia, quindi il Milan rischierà di dover abbassare il proprio baricentro. Diciamo che entrambi i reparti sono composti da due mediani di "contenimento" e un terzo centrocampista che agirà più alto. Tutto dipenderà dal gioco delle rotazioni e dalla voglia di correre degli interpreti, anche di coloro che di solito lo fanno meno. Poi ci saranno due centrocampisti per squadra, le mezzali, che dovranno fare la differenza anche dal punto di vista tecnico: Kessie e Bonaventura da una parte e Brozovic, se recupera, e Nainggolan dall'altra. Penso che proprio il belga sia quello che può dare qualcosa in più."
Le chiedo ora un ricordo personale dei suoi derby: in particolare del 6-0 dell' 11 maggio 2001, partita nella quale lei realizzò la rete del 3-0. Che tipo di pensieri ha in merito?

"Io sono stato al Milan per due anni e mezzo e ho avuto la fortuna di giocare cinque derby: quello di ritorno dell'anno dello scudetto e altri quattro nei due anni seguenti. Ne ho giocati due da titolare e li abbiamo vinto entrambi: il primo in rimonta per 2-1, poi c'è stato il 6-0. Quella rimane la "partita" per antonomasia, non era mai successo nella storia che un derby finisse con un punteggio così netto per una delle due contendenti. Il gol del 3-0 mi è rimasto nel cuore e lo ricordo sempre con grande piacere, è qualcosa che terrò dentro di me per tutta la vita, anche perché in quella stagione non abbiamo avuto grandi gioie."


Un giudizio sui due allenatori, Spalletti contro Gattuso. 

"Spalletti è un tecnico esperto, conosce le dinamiche del calcio ed è in pista da tanti anni. Ha fatto un ottimo lavoro a Roma e ora sta facendo altrettanto a Milano. E' più navigato di Gattuso e capisce come si evolve la partita, è più esperto nella lettura dei vari momenti del match. Gattuso però mi ha sorpreso tanto: non per questa stagione, in cui la squadra è stata nettamente rinforzata, ma per la scorsa e per come ha gestito il periodo di difficoltà. Non avrei voluto essere nei suoi panni a Benevento, nel momento del gol del 2-2 di Brignoli. Ma lui non ha fatto proclami e ha continuato a lavorare con forza e in silenzio, come faceva quando giocava. Quest'anno ha avuto una falsa partenza ma la sua squadra gioca bene a calcio".


Torniamo a lei: dopo l'esperienza di Perugia dell'anno scorso non ha più allenato. Rivedremo presto Giunti in panchina?

"Speriamo. Il mondo degli allenatori funziona così: ci sono stati dei contatti con alcune squadre quest'estate ma non sono andati a buon fine. Mi sto aggiornando per le categorie nelle quali penso di rientrare: dunque seguo tante partite di Serie B e Serie C ma anche la Primavera per conoscere meglio i giovani calciatori più promettenti. Spesso provo a carpire anche qualche segreto dai colleghi, come è giusto che sia. Ma spero di tornare presto sulla cresta dell'onda"


@AleDigio89